Anno 2012
Aumentano i requisiti per l'iscrizione: è necessario costituire società o cooperative.
di Francesco Nariello
Per intraprendere la carriera di mediatore creditizio la strada si fa più selettiva, in alcuni casi tortuosa.
Sono gli effetti della riforma della mediazione (introdOtta dal Dlgs 141/2010), che si avvicina a un passaggio cruciale: dal 30 giugno parte il nuovo regime di controllo e monitoraggio da pante dell'Organismo
di vigilanza (nato a dicembre e a sua volta vigilato dalla Banca d'Italia) che dovrà regolare le modalità di Iscrizione agli elenchi di agenti In attività finanziaria e mediatori.
Anche a costo di tagliare di netto Il numero di operatori.
Chi sceglie la carriera di agente dovrà seguire obbligatoriamente corsi di formazione professionale, superare un esame per iscriversi all'albo e stipulare un'assicurazione per la responsabilità civile.
L'iscrizione è poi subordinata al possesso di una casella Pec e di una firma digitale. I cambiamentI più profondi, tuttavia, riguardano i mediatori creditizi, che dovrannoo costituirsi necessariamente in forma di società (di capitali) o di cooperativa, con le funzioni di amministrazione, direzlone e controllo che potranno essere coperte (previo esame) solo da soggetti che "abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un triennlo" nell'esercizio di attivtà qualificanti nel settore creditizio-finanziarlo, alla guida di imprese, come docenti universitari o dirigenti pubblici e di associazioni del settore (cinque anni per presidente, amministratore unIco/delegato o direttore generale).
Scompare invece il mediatore creditizio persona fisica per lasciare Il posto alla figura del collaboratore.
I possibili effetti delle nuove norme preoccupano Valerlo Angeletti, presidente di Fimaa, che ha Inviato una lettera al governo denunciando «un vero e proprio sbarramento all'Iscrizione» nell'elenco medIatori e chiedendo la soppressione delle restrizIoni per le nuove societa.
Secondo la Fimaa l'entrata a regime del DIgs 141/2010 lascerebbe in vita appena 120 società di mediazIone sulle attuali 9.316, mentre degli oltre 112mlla mediatori attivi solo 5mila troveranno posto come collaboratori
nelle nuove strutture.
"Si creata una barriera Invalicabile per l'accesso alla professione - afferma Angeletti-. È impensabile che oggi un operatore possa avere i requisiti richiesti prima dei 40 anni. Senza contare che per costituire una società
servirà un capitale sociale non inferiore ai 120mila euro. Altro che le tanto sbandierate liberalizzazioni, i giovani saranno tagliati fuori".
Non mancano comunque gli operatori che mettono In luce i possibili effetti positivi della riforma. Come Gaetano Alaimo, ad di Pragmae financial advisory group, società di Intermedlazione finanziaria: «La regolamentazione e Il controllo sono fondamentali per ridare dignità a una professione cui finora si poteva accedere anche senza una provata preparazione. L'obiettivo è qualificare l'offerta, investendo su una formazlone costante», e garantire i clienti che chiedono "certezza e trasparenza". Lo stesso Alaimo, tuttavia, ammette che, con l'attuazione
della rlfonna, «rimarranno In attività meno di un terzo degli attuali agenti e mediatori»,
Mutui di liquidità Nonostante il calo dell'erogato il segmento tiene. Anzi cresce. Ma con costi più alti e durate inferiori rispetto al passato.
di PierEmilio Gadda
Quasi introvabili allo sportello.
Sempre più cari, in linea con il trend di mercato. Eppure i mutui di liquidità sembrano sopravvivere alla stretta creditizia che attanaglia il credito bancario da alcuni mesi. Fatto non del tutto scontato visto che si tratta di finanziamenti più rischiosi rispetto ai mutui prima casa: più esposti, quindi, a quell'irrigidimento delle condizioni di accesso al credito che anche Banca d'Italia ha rilevato, in tutta la sua gravità, in occasione dell'ultimo sondaggio trimestrale della Bce.
In effetti, molti degli istituti di credito che, fino a pochi
mesi fa, proponevano mutui di pura liquidità, hanno cancellato tout court l'offerta dal catalogo prodotti. Così, ad esempio, accade che dei 43 istituti di credito convenzionati con il broker MutuiOnline, soltanto tre continuino a presidiare questa piccola fetta di mercato, ovvero: Bnl, Ing Direct e FidiMutui, marchio con cui il gruppo Société Générale opera nei mutui ipotecari in Italia. Gli ultimi due istituti, peraltro, sono disposti a finanziare solo alcune tipologie e durate (vedere tabella).
"I mutui di liquidità restano una nicchia di mercato, attorno al 4,5% dell'erogato. Tuttavia, in un mercato che è sceso del 10-15% nel 2011 rispetto all'anno precedente, hanno dimostrato una relativa stabilità", spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline. Forse anche perché, su questo tipo di operazioni, le banche hanno sempre adottato criteri più selettivi. Ben prima che, nella seconda parle dell'anno, la crisi di liquidità innescasse la stretta del credito facendo schizzare lo spread oltre il 3% (margine applicato dagli istituti di credito ai tassi interbancari). Ciò non significa, evidentemente, che i mutui di liquidità siano immuni agli effetti del credit crunch, come dimostra anche la modifica, in senso ulterionrmente restrittivo, dei parametri di accesso a questo tipo di finanziamento.
Come cambia il mutuo di liquidità.
Secondo l'Osservatorio di MutuiOnline, l'importo medio dei mutui di liquidità erogati nella seconda metà del 2011 è stato di 98 mila euro, contro i 136 mila del mercato complessivo.
Anche durata e Ltv (Loan to value, il parametro che esprime il rapporto tra la somma erogata e il valore dell'immobile) sono mediamente inferiori: oltre la metà dei prestiti ipotecari non finalizzati all'acquisto di un immobile prevede un rimborso entro 1O o 15 anni e un Ltv non superiore al 40%. Nel settore dei mutui casa
tradizionali, prestiti con queste caratteristiche valgono, al massimo, un quarto dell'intero mercato.
Ma in che modo la crisi sta cambiando l'identikit del mutuo di liquidità?
"La stretta creditizia passa non solo e non tanto attraverso una modifica dei rapporto rata/reddito, quanto piuttosto, per un abbassamento del Loan to value", spiega Gaetano Alaimo, amministratore delegato di Pragmae, società di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal gruppo Sopaf.
"Fino a pochi mesi fa era possibile otlenere liquidità sino al 60% del valore dell'immobile ipotecato, per importi fino a 100 o anche 150 mila euro. Oggi invece si arriva al massimo al 50% e, in alcuni casi, per cifre non superiori a 50 mila euro".
"È interessanle osservare, tuttavia", precisa Anedda, "che il 20% di chi richiede un mutuo di liquidità continua ad accedere a Ltv superiori al 50%".
Dal consolidamento all'investimento.
"Il caso tipico è quello del genitore che vuole acquistare un piccolo immobile, ad esempio un monolocale, da destinare al figlio", ricorda Alaimo.
"Anziché fare da garante nella concessione di un mutuo, difficile da ottenere se l'erede non ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, può optare per questa soluzione alternativa, usando come garanzia la casa di proprietà, se libera da ipoteca". La possibilità è preclusa, evidentemente, nei casi in cui la soglia di finanziamenti) non supera i 50 mila euro.
Molti invece chiedono liquidità finalizzata al consolidamento dei debiti così da riunire tutti i prestiti in essere in un unico mutuo, allungare la scadenze, ottenendo un tasso migliore e un po' di cash aggiuntivo.
C'è qualche giovane coppia che utilizza il mutuo di liquidità, invece, per pagare le spese del matrimonio e i mobili.
"Oppure c'è il caso del piccolo artigiano o imprenditore che ha bisogno di una somma da investire nella propria attività", segnala Anedda. "Del resto, se opportunamente gestita ed evitando le storture e gli eccessi registrati in altri paesi, l'idea di usare l'immobile di proprietà come una specie di cassaforte per finanziare alcune spese importanti, non è del tutto sbagliata".
Prima di dare l'ok, comunque, alcuni istituti pretendono di visionare i preventivi di spesa dell'acquisto che si intende finanziare. "Ma c'è anche la banca che non chiede alcuna documentazione giustificativa", sottolinea il vicepresidente di MutuiOnline.
Spread maggiorati.
In ogni caso, proprio perché le finalità del finanziamento possono essere le più disparate, il mutuo di liquidità costa in media un po' di più. "Se per un mutuo casa a tasso variabile oggi si paga uno spread medio del 3,35% , per il mutuo di liquidità si arriva al3,85%", spiega Alaimo.
Considerando un finanziamento di 100 mila euro a 25 anni, significa pagare 26 euro in più ogni mese, con un maggior esborso complessivo, al tennine del piano di ammortamento, di circa 4.700 euro. Detto questo, il mutuo di liquidità può offrire un servizio con pochi rivali nel mercato del credito.
In primo luogo,perché permette di accedere a somme molto più elevate rispetto ai 30-40 mila euro massimi del classico prestito personale.
In secondo luogo perché, essendoci la garanzia dell'ipoteca, è decisamente più economico. E, terzo. mentre la durata dei finanziamenti chirografari non supera i 10 anni, il mutuo ipotecario può svilupparsi su un periodo molto più lungo, spalmando il debito su un numero maggiore di rate, ciascuna di importo più contenuto.
A titolo esemplificativo, per un prestito personale di 30 mila euro a 84 mesi, il Tan (Tasso annuo nominane) è del 10,25% (Taeg 10,91%, alle migliori condizioni di mercato disponibili su Prestitonline.it) e la rata mensile vale 503 euro. Il miglior mutuo di liquidità a tasso fisso, per uguali importo e durata, costa il 6,81% (Tan), con una rata di 450 euro (più spese iniziali di perizia e istruttoria pari a 630 euro). Anche considerando le spese notarili, attorno ai 1.000 euro, il vantaggio complessivo rispetto al prestito personale risulta di circa 3 mila euro al termine della vita del mutuo.
Non va dimenticato, però, che i due tipi di flnanziamento sono caratterizzati da livelli di complessità molto diversi. Se, infatti, nel caso del prestito personale, ipolizzando che non ci siano problemi legati al merito creditizio, l'erogazione può avvenire in pochi giorni, per il mutuo dj liquidità i tempi sono decisamente più lunghi. Bisogna mettere in conto il passaggio dal notaio. L'immobile utilizzato come garanzia deve essere libero da ipoteca. E le implicazioni in caso di insolvenza, decisamente più pesanti.
Gaetano Maria Alaimo (Pragmae): “Con la 141 si ritornare a dare dignità e professionalità a tutto il mondo della mediazione creditizia”.
di Luigi Borghi
Gaetano Maria Alaimo, amministratore delegalo di Pragmae Financial Advisory Group, ha sottolineato le novità più importanti per il settore della mediazione creditizia alla luce dell’entrata in vigore, lo scorso 1° gennaio, del D. Lgs 141/2010. La nuova normativa elimina la precedente differenziazione tra soggetti iscritti nell’Elenco generale e in quello speciale, prevedendo nella nuova versione un unico Albo degli intermediari autorizzati all’attività di concessione di finanziamenti.
“Il 30 Giugno 2012 rappresenta una data importante – ha osservato Alaimo – che segnerà il passaggio al nuovo regime di controllo e di monitoraggio dell’intermediazione finanziaria e della mediazione creditizia da parte del nuovo Organismo di Vigilanza”.
“Con l’introduzione del D. Lgs. 141/2010 – ha aggiunto – ritengo che dei 140.000 iscritti presso l’U.I.F. come agenti e mediatori, ne rimarranno in attività in Italia meno di un terzo.
L’introduzione di una regolamentazione della professione penso sia fondamentale per ritornare a dare dignità e professionalità a una attività abbandonata a se stessa da troppo tempo. L’obiettivo è quello di creare controlli stringenti e regole precise per l’operatività, di qualificare dei veri professionisti del settore, muniti di requisiti adeguati, sui quali investire con una formazione costante, ma soprattutto poter fornire al cliente finale la certezza e la trasparenza delle operazioni finanziarie”.
“Chi si adeguerà in tempi brevi alla nuova normativa – è la conclusione di Alaimo – per sua propria convinzione e non solo per la nuova imposizione legislativa, sarà un interlocutore affidabile, supportato nella sua attività in maniera duratura e stabile nel tempo dalle banche e dalle compagnie assicurative”.
Il 1° gennaio 2012, è partita una riorganizzazione delle reti di intermediazione finanziaria e di mediazione creditizia. In quest'ottica, spiega l'a .d. della società ...
di redazione
A partire dal primo gennaio 2012 ha preso il via una riorganizzazione delle reti di intermediazione finanziaria e di mediazione creditizia, sulla scia dell'entrata in vigore del decreto legislativo 141/2010.
Di seguito il commento di Gaetano Maria Alaimo, in cui l'a .d. di Pragmae Financial Advisory Group, società di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, illustra nel dettaglio quali saranno le novità più importanti per il settore.
"II decreto entrato in vigore il primo gennaio di quest'anno elimina la precedente differenziazione tra soggetti iscritti nell'elenco generale e in quello speciale, prevedendo nella nuova versione un unico Albo degli intermediari autorizzati all'attività di concessione di finanziamenti", spiega Alaimo. Nello specifico, "il 30 giugno 2012 rappresenta una data importante che segnerà il passaggio al nuovo regime di controllo e di monitoraggio dell'intermediazione finanziaria e della mediazione creditizia da parte del nuovo Organismo di Vigilanza".
In questo senso, precursori della professione di Credit Advisory sono stati i britanniCi, che "hanno anticipato di quasi 10 anni la crisi del settore. Alaimo fa dunque un parallelo proprio con il modello anglosassone : questo si è basato fino al 2003 sull'autoregolamentazione, e "quando l'anno successivo ha visto l'introduzione di un vero e proprio regulator - la Financial Services Authority, paragonabile al nostro Organismo di Vigilanza - è passato da circa 35.000 Consulenti del Credito nel 2003 ai circa 10.000 del 2010.
Ritengo, quindi, che con l'introduzione del Decreto Legislativo 141/2010 dei 140.000 iscritti presso l'U.r.F. come Agenti e Mediatori, ne rimarranno in attività in Italia meno di un terzo".
"Penso che l'introduzione di una regolamentazione della profeSSione e di un controllo sistematico delle procedure e delle attività correlate alla consulenza finanziaria - sia essa fatta da agenti in attività finanziaria o da collaboratori del mediatore creditizio - sia fondamentale per ritornare a dare dignità e professionalità a un'attività abbandonata a se stessa da troppo tempo".
"L'obiettivo è quello di creare controlli stringenti e regole precise per l'operatività, di qualificare i professionisti del settore con investimenti nella formazione e di fornire al cliente finale la certezza e la trasparenza delle operazioni finanziarie".
"II principio su cui si basa questo nuovo modello di business ritengo sia quello della stabile organizzazione, che dovrà assumere una valenza non solo di controllo ma, soprattutto, di gestione e di organizzazione della professione dell'agente in attività finanziaria o del collaboratore del mediatore creditizio".
"Chi si adeguerà in tempi brevi, per sua propria convinzione e non solo per la nuova imposizione legislativa, sarà un interlocutore affidabile, supportato nella sua attività in maniera duratura e stabile nel tempo dalle banche e dalle compagnie assicurative".
A una svolta epocale la consulenza sul credito
di Gaetano Maria Alaimo*
Con l'entrata in vigore, a partire dall'1 gennaio 2012, del decreto 141/2010 è in atto una riorganizzazione delle reti di intermediazione
finanziaria e di mediazione creditizia.
Il decreto elimina la precedente differenziazione tra soggetti iscritti nell'Elenco generale e in quello speciale, di cui agli articoli 106 e 107 del Testo unico bancario, prevedendo nella nuova versione un Albo unico degli intermediari autorizzati all'attività di concessione
di finanziamenti.
Il 30 giugno 2012 rappresenta una data importante, che segnerà il passaggio al nuovo regime di controllo e di monitoraggio dell'intermediazione finanziaria e della mediazione creditizia da parte del nuovo organismo di vigilanza.
I britannici sono stati i precursori della professione di credit advisory e hanno anticipato di quasi dieci anni la crisi del settore. Facendo un parallelo con il modello anglosassone, che fino al 2003 si basava sull'autoregolamentazione e l'anno successivo vide l'introduzione di un vero e proprio ente di sorveglianza - la Financial services authority, paragonabile al nostro organismo di vigilanza - nel Regno Unito si passò da circa 35 mila consulenti del credito nel 2003 ai circa 10 mila del 2010.
Ritengo che con l'introduzione del decreto legislativo 141/2010 dei 140 mila iscritti presso l'Uif come agenti e mediatori ne rimarranno in attività in Italia meno di un terzo.
Ritengo fondamentale introdurre una disciplina della consulenza finanziaria e controlli sistematici sulle attività correlate, effettuate sia da agenti che da collaboratori del mediatore creditizio, per tornare a dare dignità e professionalità a un comparto abbandonato a sé stesso da troppo tempo.
L'obiettivo è creare controlli stringenti e regole precise per l'operatività, qualificare dei veri professionisti del settore, muniti di
requisiti adeguati, sui quali investire con una'formazione costante, ma soprattutto fornire al cliente finale la certezza e la trasparenza delle operazioni finanziarie.
Il principio su cui si basa questo nuovo modello di business ritengo sia quello della stabile organizzazione, che dovrà assumere una valenza non solo di controllo ma soprattutto di gestione e organizzazione della professione. Chi si adeguerà in tempi brevi, per sua propria convinzione e non solo per la nuova imposizione legislativa, sarà un interlocutore affidabile, sostenuto in modo duraturo e stabile nel tempo dalle banche e
dalle compagnie di assicurazione.
*amministratore delegato Pragmae Financial Advisory Group.
Anno 2011
Accordo con Mps Leasing & Factoring
Pragmae Financial Advisory Group (Gruppo Sopaf), ha siglato un accordo di distribuzione dei prodotti leasing auto, veicoli commerciali e industriali con di Monte dei Paschi di Siena Leasing & Factoring.
Pragmae FA Group, guidata dall'amministratore delegato Gaetano Maria Alaimo è specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, prestiti personali, leasing e prodotti assicurativi.
Mps Leasing & Factoring nuovo patner di Pragmae Financial Advisory Group
di Flavio Meloni
Pragmae Financial Advisory Group, società di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, diventa agente monomandatario in attività finanziaria per la commercializzazione dei prodotti leasing auto, veicoli commerciali e industriali di MPS Leasing & Factoring.
Tramite questo accordo Pragmae potrà cura re ogni fase della pratica di leasing, dal preventivo alla stampa del contratto; ogni processo di gestione sarà presidiato infatti da operatori specializzati di Pragmae, in grado di dare supporto e consulenza.
"E' un onore per noi avere stretto un accordo con un partner prestigioso come MPS Leasing & Factoring - commenta Gaetano Maria Alaimo, amministratore delegato di Pragmae Financial Advisory Group - , Questo mandato conferma la continua crescita di Pragmae iniziata nei primi mesi dell'anno con la ridefinizione della rete commerciale e l'ingresso di nuovi manager".
Pragmae Financial Advisory Group, iscritta all 'Elenco generale degli intermediari previsto dall'art. ex 106 del T.U.B ., è specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, prestiti personali, leasing e prodotti assicurativi.
Pragmae opera sul territorio nazionale dal 2004 grazie a una rete di circa 200 Agenti in attivita finanziaria, regolannente iscritti al Registro Unico degli intermediari assicurativi in conformità alla
nuova riforma legate ai mediatori creditizi, e ha già soddisfatto le richieste di oltre 25.000 clienti.
Pragmae
La società di intermediazione finanziaria partecipata al 100% da Sofaf ha sottoscritto un accordo di distribuzione di prodotti leasing auto, veicoli commerciali e industriali di Mps Leasing & Factoring.
Pragmae curerà tutte le fasi della pratica di leasing.
Pragmae diventa agente monomandatario per MPS Leasing & Factoring
Pragmae potrà curare ogni fase della pratica di leasing, dal preventivo alla stampa del
contratto, presidiando ogni processo di gestione e offrendo supporto e consulenza
Pragmae Financial Advisory Group, società di intermediazlone finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, diventa Agente monomandatario in attività finanziaria per
la commercializzazione del prodotti leasing auto, veicoli commerciali e Industriali di
MPS Leasing & Factoring.
Tramite questo accordo Pragmae potrà curare ogni fase della pratica di leasing, dal preventivo alla stampa del contratto, presidiando ogni processo di gestione e offrendo supporto e consulenza.
"E' un onore per noi avere stretto un accordo con un partner prestigioso come MPS Leaslng & Factoring", ha
commentato Gaetano Maria Alalmo, a.d. di Pragmae Financial Advisory Group, sottolineando che "questo mandato conferma la continua crescita di Pragmae iniziata nei primi mesi dell'anno con la ridefinizione della rete commerciale e l'ingresso di nuovi manager.
Pragmae Flnancial advisory Group, iscritta all'Elenco generale degli intermediari, è specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, prestiti personali, leasing e prodotti assicurativi e opera sul territorio nazionale dal 2004 grazie ad una rete di circa 200 agenti in attività finanziaria.
Accordo di distribuzione con Monte dei Paschl di Siena Leasing & Factoring
La Societa di intermediazlone finanziaria del Gruppo Sopaf sottoscrive un
importante accordo di distribuZione del prodotto leasing con Monte dei
Paschi di Siena Leasing & Factoring.
Pragmae Financial Advisory Group, Società di Intermediazione finanziaria
partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, diventa Agente monomandatario in
attività finanziaria per la commercializzazione dei prodotti leasing auto,
veicoli commerciati e industriali di MPS Leasing & Factoring.
Tramite questo accordo Pragmae potrà curare ogni fase delta pratica di
leasing, dal preventivo alla stampa del contratto; ogni processo di gestione
sarà presidiato infatti da operatori specializzati di Pragmae, in grado di
dare supporto e consulenza.
"E' un onore per noi avere stretto un accordo con un partner prestigioso
come MPS Leaslng & Factoring - commenta Gaetano Maria Alaimo,
Amministratore Delegato di Pragmae Financial Advisory Group -.
Questo mandato conferma la continua crescita di Pragmae iniziata nei primi mesi
dell'anno con la ridefinizione della rete commerciale e l'ingresso di nuovi
manager".
Pragmae Financlal Advisory Group, iscritta all'Elenco generale degli
Intermediari previsto dall'art. ex 106 del T.U.B., è specializzata nella
distribuzione di mutui ipotecari, prestiti personali, leasing e prodottl
assicurativi.
Pragmae opera sui territorio nazionale dal 2004 grazie a una rete di circa
200 Agenti in attivita finanziaria, regolarmente iscritti al Registro Unico
degli intermediari assicurativi in conformità alla nuova riforma legate ai
mediatori creditizi, e ha gia soddlsfatto le richieste di oltre 25.000 clienti.
Effegi e Pragmae, accordo sul credito al consumo
di Marcella Persola
Pronto l'accordo tra Effegi e Pragmae Spa.
La società Quotate al Mac, guidata da Antonio Clemente. specializzata nel collocamento di prodotti finanziari ha deciso di stringere un accordo con Pragmae Spa, società di intermediazione finanziaria controllata da Sopaf e guidata da Gaetano Maria Alaimo.
L'accordo prevede che Pargmae metta a disposizione della controparte il proprio know how sul settore dei mutui mentre Effegi condividerà con la controllala di Sopaf la propria esperienza in prestiti personali e nella cessione del quinto.
Partnership tra Pragmae e il Gruppo Effegi
Prgmae, socità di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, e il Gruppo Effegi, società operante nell'intermediazione finanziaria e nel credito al consumo, hanno concluso un accordo commerciale, per creare sinergie tra le loro reti commerciali per accrescere i volumi di business e completare la gamma dei prodotti di servizi offerti.
Obiettivo comune è anche quello di garantire ai clienti un lìvelo di servizio superiore agli standard di mercato rispetto a quanto offerto oggi dalla concorrenza.
Inoltre, la gamma di prodotti offerti alla clientela diventa particolarmente significativa con conseguente miglioramento dell'attività di consulenza al cliente finale.
La partnership prevede che Pragmae metta in particolare a disposizione Il proprio know-how sui mutui, mentre Effegi punterà a condividere la propria esperienza nei prestiti personali e cessioni del quinto, con un interscambio
dei prodotti relativi.
Pragmae può contare sulle proprie sedi in 4 città capoluogo di regione e uffici dei propri agenti in
11 città distribuite in tutto il torritorio nazionale per un totale di 180 agenti in attività finanziaria.
Il Gruppo Effegi dispone di 12 Financlal Store gestiti direttamente, di cui 5 nelle aree metropolitane e
6 nei centri abitati con popolazione media di almeno 1 milione di abitanti.
Il piano industriale 2012-2015 presentato sabato 2 luglio in sede di convention del Gruppo, prevede di sviluppare a
fine arco di piano un totale di 74 Financial Store con particolare focus su Lombardia, Lazio e Campania.
Un Cormitato di gestione composto dai manager di rete di entrambe le società sotto la direzione di
Gaetano Alaimo, amministratore delegato di Pragmae, e Antonio Clemente, amministratore
delegato del Gruppo Effegi, controllerà lo sviluppo e l'evoluzione della collaborazione.
Venerdl l Luglio si è tenuta la prima riunione del comitato operativo nella quale sono siate presentate le
strategie di collaborazione ai manager delle due società.
Al termiine della riunione Antonio Clemente e Gaetano Alaimo hanno espresso unanime soddisfazione per la conclusione
dell'accordo.
E previsto che le sinergie diventeranno operative entro metà luglio e da quel momento partiranno campagne di Cross seling sui portafogli clienti di entrambe le società.
Reti, Effegi e Pragmae si alleano
Effegi, società quotata al Mac specializzata nel collocamento di prodotti finanziari (a partire
dalla cessione del quinto dello stipendio), e Pragmae, società di intermediazione finanziaria
controllata al 100% dal gruppo Sopaf, si alleano per allargare la base clienti e la gamma di prodotti offerti.
In particolare, Pragmae metterà disposizione il proprio know-how sui mutui, mentre Effegi condividerà la propria
esperienza in prestiti personali e cessioni del quinto, con un interscambio dei prodotti relativi.
Pragmae può contare su sedi in quattro capoluoghi di Regione e uffici in 11 città in tutta Italia per un totale di
180 agenti.
Il Gruppo Effegi dispone invece di 12 Financial Store gestiti direttamente, che sono destinati ad aumentare di numero velocemente: il piano industriale 2012-2015 presentato prevede a fine periodo un
totale di 74 Financial Store e 19 milioni di euro di fatturato (dai 3,6 milioni del 2010).
Pragmae Financial Advisory Group
Pragmae Financial Advisory Group società di intermedlazione finanziaria partecipata al 100% dal
Gruppo Sopaf, rinnova il proprio assetto commerciale con l'ingresso di 17 nuovi professionisti.
I nuovi ingressi avranno come referente diretto l'amministratore delegato Gaetano Maria Alaimo e andranno a operare ognuno in una specifica area geografica.
L'area Nord Ovest sarà coordinata da Michele Leone a cui faranno riferimento Marco Vida e Cristian Marchetti, entrambi con una passata esperienza nella promozione finanziaria.
Massimillano Vianello, Claudia Calderoni e Riccardo Ferraro gestiranno l'area Nord Est.
Con l aiuto di Lorennzo Cioffi, Cinzia Bargelllnl ed Elena Raponl l'area Centro Nord sarà guida ta da Stefano
Sassi, manager con una consolidata esperienza bancaria.
Fabrizio Mantini, supportato da Alessandro Vitullo, assumerà la guida del Lazio.
L'esperienza di Francesco D'Anna, affiancato dai due team manager Ernesto Puzio e Luigi Coppola, sarà al servizio
della Campania.
Armando Ruggi e il suo team gestiranno la regione Puglia.
Il Sud e le Isole saranno gestite ad interim dall'AD.
Anche il 2011 sarà un anno di transizione
di Flavio Meloni
Nel 2004 è nata con il nome Gruppo Essere, ma nel maggio 2010 il suo nome è cambiato in Pragmae
. È una società di intermediazione finanziaria ex. art. 106 T.U.B., partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf S.p.A., specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, di prestiti personali, di leasing e di prodotti assicurativi, grazie a una rete presente su tutto il territorio nazionale di Agenti in attività finanziaria.
Il suo amministratore delegato è Gaetano Maria Alaimo, entrato nel Gruppo Sopaf nell'aprile 2008. Alaimo attualmente ricopre diversi incarichi all'interno delle società partecipate dal Gruppo, oltre a quella di Ad di Pragmae, è amministratore unico di Bridge Financial Service
e consulente per Banca Network Investimenti.
A lui chiediamo: che anno sarà il 2011 per gli intermediari finanziari e i mediatori creditizi?
Siamo già a maggio e l'anno si prospetta come il 2010: di transizione, di organizzazione interna e razionalizzazione dei costi e dei processi. Secondo me, il 2012 sarà l'anno della svolta sia per il mediatore creditizio società sia per l'agente in attività finanziaria. Il 2011 sarà propedeutico allo sviluppo della figura dell'agente e del mediatore.
Chi saranno i player del futuro?
Le società che dal 2008 hanno iniziato un'attività orientata al monitoraggio degli assets, alla razionalizzazione dei processi operativi e a una industrializzazione degli stessi, con forte concentrazione sulla compliance, saranno i player del 2012.
Le banche su chi punteranno per l'intermediazione dei prodotti finanziari?
Il cambiamento del ruolo dell'intermediazione non è legato alle nuove figure del mediatore creditizio o degli agenti in attività finanziaria, bensì al cambiamento delle strutture di cui faranno parte. Quindi gli istituti di credito punteranno su quelle società che hanno focalizzato la loro attività sugli aspetti organizzativi, di compliance e di monitoraggio della catena distributiva.
Quali sono stati i risultati di Pragmae nel 2010?
Pragmae ha intrapreso quest'attività già tre anni fa e i risultati del 2010 si sono ancora focalizzati sul controllo dei costi e sul consolidamento della compliance, sempre più importante per una gestione controllata e in linea con quanto previsto da Bankitalia. Comunque Pragmae, chiude l'anno 2010 con un Net Income positivo di circa 187.000 euro, nonostante abbia dovuto sostenere costi di personale e di rete che non hanno avuto gli effetti sperati.
Vogliamo fare qualche numero della società?
Ad oggi i numeri del gruppo sono i seguenti: 196 agenti in attività finanziaria di cui 37 sono stati contrattualizzati lo scorso febbraio 2011, e la previsione è di arrivare a 220; 16 punti vendita dislocati sul territorio; 838 convenzionati e accordi diretti con 11 partner bancari e finanziari per i vari prodotti quali mutui, prestiti personali, leasing e carte di credito. Inoltre Pragmae detiene una partnership consolidata con quattro società assicurative per la distribuzione di prodotti in esclusiva.
Cosa prevede per il futuro del settore?
Le aggregazioni ed eventuali grandi accordi con altre società costituiranno il futuro del nostro settore. Chi riuscirà a coinvolgere altre reti e strutture, ma soprattutto a creare un processo operativo che monitora e controlla il canale di segnalazione, potrà garantire agli istituti bancari il rispetto delle norme di trasparenza, di privacy e qualità di portafoglio. L'aspetto reputazionale e di credibilità farà la differenza nei confronti degli istituti bancari e questo sarà sinonimo di continuità aziendale e di futuro.
Promotori, 17 nuovi ingressi per Pragmae
Pragmae Financial Advisory Group, Società di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, rinnova il proprio assetto commerciale con l'ingresso di 17 nuovi professionisti.
In seguito alla formazione del Comitato Gestione Rete l'Amministratore Delegato Gaetano Maria
Alaimo (nella foto), ha proweduto a ridisegnare l'assetto commerciale di Pragmae
attraverso la nomina di una serie di nuovi manager con esperienza nella promozione
finanziaria o presso strutture bancarie.
Questo rinnovamento si inserisce in un progetto più ampio che porterà ad avere nei
prossimi mesi una rete di 220 promotori e più di 800 nuovi convenzionati.
Sopaf ridisegna (e rilancia) la rete di Pragmae
Pragmae Financial advisory group ridisegna la propria rete commerciale
con l'ingresso di 17 nuovi manager.
La società di intermediazione finanziaria
partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, e guidata dall'a.d.
Gaetano Maria Alaimo (foto), ha come obiettivo una rete di 220 agenti
in attività finanziaria e più di 800 nuovi convenzionati.
l'area Nord-Ovest
sarà coordinata da Michele Leone, mentre Massimiliano Via nello,
Claudia Calderoni e Riccardo Ferraro gestiranno l'area Nord-Est. l'area
Centro-Nord sarà guidata da Stefano Sassi, manager con una consolidata
esperienza bancaria. Fabrizio Mantini assumerà la guida del Lazio.
l'esperienza di Francesco D'Anna sarà al servizio della Campania. Armando
Ruggì e il suo team gestiranno la Puglia. Il Sud e le Isole saranno
gestite ad interim dall'a.d. Alaimo, ma entro aprile è previsto però
l'ampliamento della rete in Sicilia.
Pragmae Financial ridisegna il team
di Marco Muffato
Pragmae Financial Advisory Group, la società di intermediazione finanziaria del gruppo Sopaf guidata dall'ad Gaetano Alaimo (nella foto), ha rivisto l'assetto commerciale con la nomina di nuovi manager, all' interno di un progetto che porterà la società ad avere nei prossimi mesi una rete di 220 agenti in attività finanziaria con oltre 800 soggetti convenzionati.
L'area Nordovest sarà coordinata da Michele Leone, a cui faranno riferimento Cristian Marchetti e Marco Vida, mentre Claudia Calderoni, Riccardo Ferraro e Massimiliano Vianello gestiranno il Nordest.
Il Centronord sarà guidato da Stefano Sassi, con l'aiuto di Cinzia Bargellini, Lorenzo Cioffi ed Elena Raponi. Inoltre, Fabrizio Mancini,
supportato da Alessandro Vitullo, assumerà la guida del Lazio; Francesco D'Anna, affiancato dai team manager Ernesto Puzio e Luigi Coppola, sarà al timone della Campania; Armando Ruggi gestirà la regione Puglia.
Il Sud e le Isole saranno gestite ad interim dall'ad Alaimo.
Pragmae Financial ridisegna la rete
Pragmae Financial ridisegna la rete Pragmae Financial Advisory Group (gruppo Sopaf) ha rirmovato la rete con
17 professionisti.
L'obiettivo è raggiungere una rete di 220 agenti in attività finanziaria e più di 800 nuovi convenzionati.
I nuovi ingressi riferiscono all'ad Gaetano Maria Alaimo.
Nel dettaglio: il Nord Ovest sarà coordinato da Michele Leone con Marco Vida e Cristian Marchetti; Massimiliano Vianello, Claudia Calderoni e Riccardo Ferraro gestiranno il Nord Est; Lorenzo Cioffi, Cinzia Bargellini ed Elena Raponi il Centro Nord con la guida di Stefano
Sassi; Fabrizio Mantini, con Alessandro Vitullo, il Lazio; Francesco D'Anna, con Ernesto Puzio e Luigi Coppola, la
Campania; Armando Ruggi la Puglia.
L'area Grandi accordi direzionali si rafforzerà con l'ingresso di Andrea Biscegliao.
RIDISEGNA Il COMMERCIAlE CON I NUOVI MANAGER
LA SOCIETÀ DIINTERMEDIAZIONE DEL GRUPPO SOPAF RINNOVA IL PROPRIO ASSETTO COMMERCIALE
CHE PUNTA A RAGGIUNGERE 220 AGENTI IN ATTIVITÀ FINANZIARIA E 800 NUOVI CONVENZIONATI
La società di Intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf rinnova il proprio assetto commerciale con l'ingresso di 17 nuovi professionisti.
In seguito alla formazione del Comitato Gestione Rete l'Amministratore Delegato Gaetano Maria Alaimo ha provveduto a ridisegnare l'assetto commerciale di Pragmae attraverso la nomina di una serie di nuovi manager con una consolidata esperienza nella promozione finanziaria o presso strutture bancarie.
Questo rinnovamento si inserisce in un progetto più ampio che porterà Pragmae Financial Advisory Group ad avere nei prossimi mesi una Rete di 220 Agenti in Attività Finanziaria e più di 800 nuovi convenzionati.
I nuovi ingressi avranno come referente diretto l'Amministratore Delegato e andranno a operare ognuno in una specifica area geografica.
L'area Nord Ovest sarà coordinata da Michele Leone a cui faranno riferimento Marco Vida e Cristian Marchetti, entrambi con una passata esperienza nella promozione finanziaria.
Massimiliano Vianello, Claudia Calderonie Riccardo Ferraro gestiranno l'area Nord Est.
Con l'aiuto di Lorenzo Cioffi, Cinzia Bargellini ed Elena Raponi l'area Centro Nord sarà guidata da Stefano Sassi, manager con una consolidata esperienza bancaria. Fabrizio Mantini, supportato da Alessandro Vitullo, assumerà la guida del Lazio.
L'esperienza di Francesco D'Anna, affiancato dai due team manager Ernesto Puzio e Luigi Coppola, sarà al servizio della Campania. Armando Ruggi e il suo team gestiranno la regione Puglia.
Il Sud e le Isole saranno aestite ad interim dall'Amministratore Delegato Gaetano Maria Alaimo.
Entro la fine di aprile è previsto però l'ampliamento della rete in Sicilia, che potrà contare su 25 Agenti in Attività Finanziaria e su tre nuove sedi.
L'Area Grandi Accordi Direzionali rafforzerà infine la sua presenza sul territorio nazionale con l'ingresso
di Andrea Bisceglia.
Pragmae Financial Advisory Group, specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, prestiti
personali, leasing e prodotti assicurativi, opera sul territorio nazionale grazie a una rete di Agenti in Attività Finanziaria.
Pragmae - Rinnovato l'assetto commerciale con l'ingresso di 17 nuovi professionisti
La società di intermedlazione finanziaria del Gruppo Sopaf rinnova il proprio assetto commerciale che punta a raggiungere 220 Agenti in Attività finanziaria e più di 800 nuovi convenzionati.
Pragmae Financial Advisory Group, Societa di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf, rinnova il proprio assetto commerciale con l'ingresso di 17 nuovi professionisti.
In seguito alla formazione del Comitato Gestione Rete l'Amministratore Delegalo Gaetano Maria Alaimo ha provveduto a ridisegnare l'assetto commerciale di Pragmae attraverso la nomina di una serie di nuovi manager con una consolidata esperienza nella promozione finanziaria o presso strutture bancarie.
Questo rinnovamento si insensce In un progetto più ampio che porterà Pragmae Flnancial Advisory Group ad avere nei prossimi mess una Rete di 220 Agenti in Attività Finanziaria e più di 800 nuovi convenzionati.
I nuovi Ingressi avranno come referente diretto l'Amministratore Delegato e andranno a operare ognuno in una specifica area geografica.
L'area Nord Ovest sara coordinata da Michele Leone a cui faranno riferimento Marco Vlda e Cristian Marchetti, entrambi con una passata espenenza nella promozione finanziaria.
Massimiliano Vianello, Claudia Calderoni e Riccardo Ferraro gestiranno l'area Nord Est.
Con l'aiuto di Lorenzo Cloffi, Cinzia Bargellini ed Elena Raponi l'area Centro Nord sarà guidata da Stefano Sassi, manager con una consolidata esperienza bancaria.
Fabrizio Mantini, supportatto da Alessandro Vitullo, assumera la guida del Lazio.
L'esperienza di Francesco D'Anna, affiancato dai due team manager Ernesto Puzio e Luigi Coppola, sara al servizio della campania. Armando Ruggì e li suo team gestiranno la regione Puglia.
II Sud e le Isole saranno gestite ad interim dall'Amministratore Delegato Gaetano Maria Alaimo. Entro la fine di aprile è previsto però l'ampliamento della rete in Sicilia, che potrà contare su 2S Agenti in Attivita Finanziaria e su tre nuove sedi.
L'Area Grandi Accordi Direzionali rafforzerà infine la sua presenza sul territorio nazionale con l'Ingresso di Andrea Bisceglia.
Pragmae financial Advisory Group, specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, prestiti personali, leasing e prodotti asslcurativi, opera sul territorio nazionale grazie a una rete di Agenti in Attività Finanziaria regolarmente iscritti al Registro Unico degli IntermedIari Assicurativi In conformità alle nuove riforme legate al mediatori creditizi.
Promotori - 17 nuovi ingressi per Pragmae
Pragmae Financial Advisory Group, Società di intermediazione finanziaria partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf rinnova il proprio assetto commerciale con lingresso di 17 nuovi professionisti.
In seguito alla formazione del Comitato Gestione Rete l'Amministratore Delegato Gaetano Maria Alaimo ha provveduto a ridisegnare lassetto commerciale di Pragmae attraverso la nomina di una serie di nuovi manager con una consolidata esperienza nella promozione finanziaria o presso strutture bancarie. Questo rinnovamento si inserisce in un progetto più ampio che porterà Pragmae Financial Advisory Group ad avere nei prossimi mesi una Rete di 220 Agenti in Attività Finanziaria e più di 800 nuovi convenzionati. I nuovi ingressi avranno come referente diretto l'Amministratore Delegato e andranno a operare ognuno in una specifica area geografica.
Larea Nord Ovest sarà coordinata da Michele Leone a cui faranno riferimento Marco Vida e Cristian Marchetti, entrambi con una passata esperienza nella promozione finanziaria.
Massimiliano Vianello, Claudia Calderoni e Riccardo Ferraro gestiranno larea Nord Est.
Con laiuto di Lorenzo Cioffi, Cinzia Bargellini ed Elena Raponi larea Centro Nord sarà guidata da Stefano Sassi, manager con una consolidata esperienza bancaria.
Fabrizio Mantini, supportato da Alessandro Vitullo, assumerà la guida del Lazio.
Lesperienza di Francesco D'Anna, affiancato dai due team manager Ernesto Puzio e Luigi Coppola, sarà al servizio della Campania. Armando Ruggi e il suo team gestiranno la regione Puglia.
Il Sud e le Isole saranno gestite ad interim dall'Amministratore Delegato Gaetano Maria Alaimo. Entro la fine di aprile è previsto però lampliamento della rete in Sicilia, che potrà contare su 25 Agenti in Attività Finanziaria e su tre nuove sedi.
L'Area Grandi Accordi Direzionali rafforzerà infine la sua presenza sul territorio nazionale con l'ingresso di Andrea Bisceglia.
Intervista a Gaetano Maria Alaimo, amministratore delgato di Pragmae
Nel 2004 e nata con il nome Gruppo Essere, ma nel maggio 201O il suo nome è cambiato in Pragmae.
E una società di intermediazione finanziaria ex. art. 106 T.U.B., partecipata al 100% dal Gruppo Sopaf S.p.A. specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, di prestiti personali, di leasing e di prodotti assicurativi, grazie a una rete presente
su tutto il territorio nazionale di Agenti in attività finanziaria.
Il suo amministratore delegato è Gaetano Maria Alaimo, entrato nel Gruppo Sopaf nell'aprile 2008.
Alaimo attualmente ricopre diversi incarichi all'interno delle società partecipate dal Gruppo, oltre a quella di Ad di Pragmae, è amministratore unico di Bridge Financial Service e consulente per Banca Network Investimenti.
A lui chiediamo: che anno sarà il 2011 per gli intermediari finanziari e i mediatori creditizi?
Siamo già a marzo e l'anno si prospetta come il 2010: di transizione, di organinazione interna e razionalinazione dei costi e dei processi. Secondo me il 2012 sarà l'anno della svolta sia per il mediatore creditizio società sia per l'agente in attività finanziaria. Il 2011 sarà propedeutico allo sviluppo della figura dell'agente e del mediatore.
Chi saranno i player del futuro?
Le società che dal 2008 hanno iniziato un'attività orientata al monitoraggio degli assets, alla razionalinazione dei processi operativi e a una industrializzazione degli stessi, con forte concentrazione sulla compliance, saranno i player del 2012.
le banche su chi punteranno per l'intermediazione dei prodotti finanziari?
Il cambiamento del ruolo dell'intermediazione non è legato alle nuove figure del mediatore creditizio o degli agenti in attività finanziaria, bensi al cambiamento delle strutture di cui faranno parte. Quindi gli istituti di credito punteranno su quelle società che hanno focalizzato la loro attività sugli aspetti organizzativi, di compliance e di monitoraggio della catena distributiva.
Quali sono stati i risultati di Pragmae nel 2010?
Pragmae ha intrapreso quest'attivictò già tre anni fa e i risultati del 2010 si sono ancora focalizzati sul controllo dei costi e sul
consolidamento della compliance, sempre più importante per una gestione controllata
e in linea con quanto previsto da Bankitalia. Comunque Pragmae, chiude l'anno
2010 con un Net Income positivo di circa 187.000 euro, nonostante abbia dovuto sostenere costi di personale e di rete che non hanno avuto gli effetti sperati".
Vogliamo fare qualche numero della società?
Ad oggi i numeri del gruppo sono i seguenti: 196 agenti in attività finanziaria di cui 37 sono stati contrattualizzati lo scorso febbraio 2011, e la previsione è di arrivare a 220; 16 punti vendita dislocati sul territorio; 838 convenzionati e accordi diretti con i partner bancari e finanziari per i vari prodotti quali mutui, prestiti personali, leasing e carte di credito. Inoltre Pragmae detiene una partnership consolidata con quattro società assicurative per la distribuzione di prodotti in esclusiva.
Cosa prevede per il futuro del settore?
Le aggregazioni ed eventuali grandi accordi con altre società costituiranno il futuro del nostro settore. Chi riuscirà a coinvolgere altre reti e strutture, ma soprattutto a creare un processo operativo che monitora e controlla il canale di segnalazione, potrà garantire agli istituti bancari il rispetto delle norme di trasparenza, di privacy e qualità di portafoglio. L'aspetto reputazionale e di credibilità farà
la differenza nei confronti degli istituti bancari e questo sarà sinonimo di continuità aziendale e di futuro.
f.m.
Cosa prevede la nuova normativa per mediatori e agenti in attività finanziaria
Di PierEmilio Gadda
Molti piccoli operatori scompariranno.
Gli agenti immobiliari non potranno più vendere mutui, e chi non compra il mutuo o il prestito in banca ma attraverso un broker sarà più tutelato, anche se probabilmente a fronte provvigìoni più salate. Così è destinato a cambiare, per
sommi capi, il mondo degli intermediari finanziari dopo l'entrata in vigore
del decreto n. 218 del 2010, il provvedimento che, intervenendo a modifica del
precedente dlgs 141/2010, rivoluziona un settore che, tra mediatori e agenti
in attività finanziaria, oggi conta ben 200 mila professionisti.
Entro il 2011 nascerà anche un nuovo organo di controllo, «dopodiché gli operatori avranno
sei mesi di tempo per adeguarsi alle disposizioni del decreto. Ma durante
la fase di interregno, cioè prima che il nuovo organismo diventi operativo»,
avverte Enrico Quadri, vicepresidente Assomea, «ci saranno meno controlli
e qualche soggetto potrebbe approfittarne». Intanto, entro la fine di
marzo, un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria, istituito
presso Bankitalia, dovrà chiarire alcuni aspetti rimasti ancora imprecisati
e stilare un business plan per la costituzione dell'organismo
che curerà la tenuta di due elenchi separati per mediatori e agenti in attività
finanziaria e che dovrà vigilare sull'attività degli iscritti.
Come cambia il mercato.
«Un cambiamento radicale era necessario in questo mercato: la maggior parte dei
problemi dipende dal fatto che gli operatori non sono responsabilizzati»,
riconosce Renato Landoni, presidente di Kiron Partner (gruppo Tecnocasa).
Finora per ottenere l'iscrizione all'albo dei mediatori o agenti in attività
finanziaria (persona fisica) bastavano quattro requisiti: cittadinanza italiana
o Ue, domicilio in Italia, diploma di scuola media superiore e casellario
giudiziale senza macchia. La strada seguita dal legislatore per garantire una
maggior tutela dei consumatori passa per un rafforzamento dei poteri di vigilanza
e degli elementi sanzionatori ma, soprattutto, per un inasprimento degli
oneri a carico di mediatori e agenti in attività finanziaria. Risultato: per ottenere
l'iscrizione all' albo questi dovranno innanzi tutto superare un esame di idoneità
professionale. Dopodiché saranno soggetti a una serie di obblighi: di
formazione e aggiornamento professionale con cadenza annuale, di sottoscrizione di polizze assicurative (responsabilità civile) atte a risarcire i clienti da eventuali danni, di rispetto della norma iva inerente alla trasparenza bancaria. Infine, a differenza di oggi, non sarà più possibile essere iscritti contemporaneamente all'albo dei mediatori e a quello degli agenti. «Finalmente si cerca di innalzare il livellodi professionalità del settore e di garantire un'offerta di prodotti finanziari più trasparente e affidabile attraverso controlli interni ed esterni sull'attività dei singoli e delle società operanti nell'intermediazione finanziaria», sottolinea
Gaetano Alaimo, amministratore delegato di Pragmae e presidente di
Assocred. «La normativa definisce con chiarezza una serie
di comportamenti e processi codificati in termini di attività di consulenza: se chiamati in causa, i mediatori dovranno dimostrare,
per esempio, di aver sottoposto i clienti ad appositi questionari per valutarne la capacità di rimborso», chiarisce Landoni.
«In assenza di questa documentazione, il cliente potrebbe avviare un contenzioso e, qualora dimostrasse di aver subito
un danno, dovrebbe intervenire la polizza assicurativa sottoscritta dal mediatore».
Costi in aumento?
Ma uno degli aspetti più dibattuti della riforma riguarda solo i mediatori creditizi, che non potranno più esercitare la professione in
qualità di persona fisica: dovranno, invece, costituire una società (spa, sapa, srl o società cooperativa) e versare un capitale
sociale non inferiore a 120 mila euro. Secondo alcuni però i nuovi requisiti patrimoniali costringeranno molti operatori a uscire
dal mercato. Di conseguenza la porzione di mutui erogati attraverso
broker e altri intermediari, già scesa dal 40% al 30-25% del
totale negli ultimi anni, potrebbe calare ancora, almeno nella fase
di assestamento. «Ma il vero problema non sono i 120 mila euro»,
sottolinea Quadri: «La riforma prevede che le società di mediazione
creditizia si dotino di una serie di sistemi di gestione e controllo,
dal collegio sindacale alla funzione di internaI audit, ed eroghino
formazione, con continuità, a tutti i dipendenti e collaboratori.
Per essere pienamente conformi alle norme, le società
dovranno quindi spendere, ogni anno, almeno il doppio». Oggi le
persone fisiche iscritte all'albo dei mediatori sono 120 mila (per
metà dei quali la mediazione è l'attività primaria), mentre le società
di mediazione sono 9.300.
Quanti operatori saranno in grado di sostenere questi oneri?
«In una fase iniziale, prevediamo un bacino di circa 500 società di
mediazione, ciascuna delle quali si avvarrà di un certo numero
di collaboratori», calcola Quadri.
«Questi 500 soggetti dovranno accollarsi da soli la quota associativa
che, perciò, almeno in prima battuta, sarà salata».
Ma i costi
aggiuntivi finiranno per ricadere sul consumatore sotto forma
di provvigioni più onerose?
«Non credo», sostiene Quadri: «chi lo farà
rischierà di uscire dal mercato.
Piuttosto per far quadrare i conti ogni operatore dovrà trattare volumi
maggiori, ma il numero di operatori diminuirà, quindi per
ognuno ci sarà una fetta di mercato più ampia». Meno ottimista
Bartolini: «Nel medio termine può darsi comunque che si verifichi
un aumento dei costi per il consumatore. Ma i mediatori dovranno
comunicare alla banca la provvigione chiesta al cliente,
che deve essere considerata nel, calcolo del Taeg, il tasso annuo
effettivo del finanziamento, che ovviamente non potrà superare
i tassi d'usura».
Meglio l'agente o il mediatore? Rimane un interrogativo: ai
mutuatari converrà rivolgersi agli agenti in attività finanziaria
o alle nuove società di mediazione?
Con quali differenze in termini di servizio? A questo proposito,
occorre ricordare che, come regola generale, l'agente
in attività finanziaria potrà svolgere l'attività su mandato di
un solo intermediario, salvo che quest'ultimo offra una gamma
incompleta di prodotti o servizi: ad esempio, soltanto mutui casa e non prodotti di credito al consumo o servizi di leasing: in tal caso, l'agente avrà la possibilità di assumere fino a un massimo di tre mandati.
«Si tratta, comunque,
di una novità molto penalizzante per gli agenti, che fino a oggi
hanno potuto svolgere la propria attività senza limite di mandati
», sostiene
Alaimo. Dunque, tornando alla domanda iniziale:
meglio il mediatore o l'agente in attività finanziaria? In buona
sostanza, il mutuatario potrà scegliere se rivolgersi al mediatore
e avere accesso a una molteplicità di prodotti bancari, proposti
da differenti istituti di credito, ha pagare una provvigione
che, attualmente, varia tra lo 0,5 e 1'1,5% dell'erogato. Oppure
optare per l'agente inattività finanziaria, che venderà prodotti
in esclusiva o al massimo di tre intermediari (ciascuno di
tipologia diversa), ma non potrà chiedere provvigioni al cliente,
come del resto non può fare neanche oggi. «L'agente però è una
specie di promotore finanziario nel settore creditizio, nel senso
che offre consulenza, e non solo al momento dell'acquisto, ma anche
nel post vendita, per rispondere ad altre esigenze finanziarie
del cliente, dai prestiti personali alle coperture assi-curative»,
rivendica Alaimo. «Inoltre per accedere all'albo ed esercitare
la professione ogni agente dovrà necessariamente sostenere
l'esame, escluso solo chi, nel quinquennio precedente, abbia
svolto l'attività per un periodo di almeno tre anni. I mediatori
invece potranno avvalersi di collaboratori che non dovranno
aver superato l'esame e il cui inquadramento, del resto, non è
ancora stato chiarito dal legislatore ».
Pragmae, il mercato che verrà. Già dal 2011 spariranno i piccoli operatori del credito
Scritto da Jennifer Zocchi
Il 2011 sarà un anno di transizione per i mediatori creditizi. In bilico tra la nuova e la vecchia normativa dovranno imparare a muoversi guardando al futuro. A sostenerlo sono gli esperti di Pragmae, società di intermediazione finanziaria specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, prestiti personali, leasing e prodotti assicurativi.
“Le banche, non essendo ancora attuata la Riforma sul Tub del dlgs 141, sono ancora in attesa di capire come si caratterizzerà la professione degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (collaboratori) e, soprattutto, su chi puntare per l’intermediazione dei prodotti finanziari mutui, prestiti e leasing”, si legge nell’Outlook della società.
L’osservatorio precisa inoltre che la richiesta di prodotti finanziari è in crescita, perché gli immobili continuano a rappresentare l’unica certezza nell’ambito degli investimenti. In questo contesto gli istituti di credito punteranno su società di intermediazione finanziaria o di mediazione creditizia che presentino “una struttura adeguata con una compliance in linea con le direttive di Bankitalia” e soprattutto “guarderanno l’affidabilità dell’operatore, della sua organizzazione interna, del suo monitoraggio dei canali di vendita, della gestione contrattuale e delle attività correlate al controllo dei sistemi informativi e delle catene di segnalazione”.
Tutto questo, secondo Pragmae, determinerà già nel 2011 “la chiusura dei piccoli operatori che non hanno provveduto alla loro riorganizzazione e una maggior segmentazione del mercato che si concentrerà nelle grandi società di intermediazione finanziaria e di mediazione creditizia”.
Anno 2010
SOPAF - Il mercato premia il trimestre in crescita
I dati del terzo trimestre di Sopaf danno la spinta alle quotazioni nel primo giorno della nuova settimana di Borsa. A Piazza Affari il titolo della società ha terminato in rialzo di 5,11% a 0,095 euro. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con un risultato netto consolidato positivo per 3,3 milioni dai 0,6 milioni registrati nello stesso periodo 2009. Nei nove mesi il risultato netto è però negativo per 5,1 milioni, ma in miglioramento rispetto al rosso di 17,6 milioni dell' analogo periodo del 2009. Il patrimonio netto della finanziaria raggiunge quota 74,6 milioni da 80,2 milioni del 31 dicembre del 2009.
Dalla società precisano che rispetto al periodo di riferimento, in relazione al perimetro del gruppo, è intervenuto il consolidamento integrale di Pragmae Financial Advisory Group (ex Essere). Il management della società è, infine, alle prese nelle dismissioni degli asset non strategici con l'obiettivo di far «confluire - sottolinea una nota - tutte le necessarie risorse finanziarie e manageriali sulle attività a maggior creazione di valore futuro»
Prendi la Decisione giuista
di Eleonaora Geria
Nel la sua attività c'è un libro che l'ha particolarmente ispirata?
"Tra i libri che ho letto ultimamente e che mi hanno colpito, c'è "Iceberg in vista", di Miguel Arino e Pablo Maella. Nella
notte tra 14 e 15 aprile 1912 il Titance urtò contro un iceberg e affondò.
Si sarebbe potuto evitare il disastro?
Sì, se si fossero prese le decisioni giuste. Seguendo l'esempio del Titanc, gli autori mostrano come sia difficile decidere. Ho trovato il libro
attuale e in linea con le difficoltà che incontra giornalmente chi deve gestire una società.
Condurre un gruppo e prendere delle decisioni, evitando d'ingannare se stessi e valutando correttamente obiettivi e tempi, e
difficile ma si può fare bene".
Qual è il libro che consiglia a chi lavora con lei?
"Si intitola Le cinque qualita' essenziali. Dale Carnegie offre consigli pratici per ottenere il
successo e la serenità, con se stessi e con gli altri, in un mondo lavolrativo sempre più difficile e
in competizione. Credo che aprirsi a nuovi punti di vista significhi accrescere la capacita di ascolto e
mantenere vivace la propria personalità."
C'è un libro che vorrebbe leggere?
"Nella vita professionale e soprattutto nel mondo finanziario bisogna ambire a traguardi
sempre più alti, aziendali e personali. Un libro che desidero leggere e che mi ispira è Il
business secondo Worren Buffett, in cui vengono trattati tutti i temi
del management e vengono forniti gli elementi per arrivare al successo."
Cosa consiglia a chi vuole mettersi in proprio?
"Primo: credeteci e affrontate con entusiasmo, creativita e
determinazione una nuova attivita. Poi impostate un piano
d'impresa valido e solido, scegliete la forma giuridica adeguata,
costruite il business plan, studiando come finanziare l'azienda, senza tralasciare gli
aspetti amministrativi e fiscali."
La casa si compra col 4%
I tassi fissi hanno raggiunto livelli anomali. Un'occasione da non perdere. Prevista una crescita delle surroghe. Ma le banche chiudono le porte a chi ha già traslocato
di Gabriele Petrucciani
È tempo di check-up per i vecchi mutuatari. In particolare per i tassi variabili, chiamati a farsi due conti in tasca per capire se conviene abbandonare la vecchia via per una soluzione «fissa». I tassi a lungo termine, infatti, si sono ridotti in modo abbastanza repentino negli ultimi mesi, raggiungendo livelli talmente bassi da rappresentare, a detta di alcuni
esperti, un’assoluta anomalia. «Per quanto riguarda Telemutuo – conferma Luca Parisotto, amministratore unico della società attiva nell’intermediazione online dei mutui – abbiamo tassi fissi per i nuovi mutuatari che acquistano la prima casa estremamente vantaggiosi. Si va dal 3.85% per la scadenza 15 anni al 4.02% per il 30 anni, passando per il 3,95% dei mutui a 20 anni. In caso di surruga, invece, i livelli sono leggermente più alti, ma comunque competitivi, come il 4,23% richiesto per il 30 anni».
un'opportunità da non perdere, dunque, «soprattuttose si considera che, sebbene il variabile oggi sia particolarmente conveniente - fa notare Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline - non si può confidare che l'Euribor, principale parametro di riferimento dei mutui variabili, si mantenga nel tempo a livelli così bassi (l'Euribor 3 mesi attualmente viaggia intorno allo 0,87% ndr.).
A questo punto, dunque, il fatto di poter optare per un fisso intorno al 4% rappresenta una scelta di convenienza a lungo termine». E
il mercato lo ha capito. Anche se, prima di prendere scelte avventate, conviene analizzare tutti i parametri: dallo spread alla durata, alla sostenibilità della rata.
IL FATTORE SPREAD.
Tra questi, lo spread è sicuramente l'elemento principale, che può condizionare la scelta del risparmiatore.
«È importante capire quali margini di vantaggi ci sono - continua Anedda
- Considerando che storicamente il livello medio dell'Euribor si attesta
attorno al 3%, mutui vecchi che hanno spread addirittura del 2% risultano oggi meno convenienti rispetto a un fisso del 4%». In questo caso, dunque, è preferibile ricorrere alla surroga, così da «comprarsi» una maggiore tranquillità.
Chi invece negli ultimi anni è riuscito a strappare uno spread inferiore all'1% può avere ancora convenienza a conservare il variabile. «È chiaro, però - aggiunge Carlo Nori, direttore generale di Pragmae Financial Advisory Group - che la scelta è funzione anche del profilo del cliente. Per un
lavoratore dipendente, per esempio, può risultare più conveniente assicurarsi un
tasso fisso, soprattutto ai livelli attuali. Al contrario, per un lavoratore autonomo potrebbe risultare più vantaggioso continuare ad approfittare della maggiore competitività, almeno in questo momento, del tasso variabile».
L'OSTACOLO SURROGA.
Visti i vantaggiosi livelli dei tassi di mercato a lungo termine, dunque, è lecito aspettarsi nei prossimi mesi un boom di richieste di surroga.
«E qualcosa la stiamo già vedendo - dichiara Parisotto di Telemutuo - Ma non è
detto che tutto vada per il verso giusto». Già da diversi mesi, infatti, da parte delle banche è scattata una sorta di cartello. Così, chi ha già surrogato il proprio mutuo difficilmente riuscirà a traslocare per la seconda volta. Come tra l'altro testimoniano le diverse segnalaioni giunte alla redazione
di B&F.
La legge Bersani, che ha liberalizzato il mercato dei mutui, non pone nessun limite alla portabilità in termini di numero; ma purtroppo gli istituti di credito hanno un margine di manovra abbastanza ampio e possono comunque decidere in certi casi di non concedere la surroga.
In particolare, le banche hanno cominciato a sviluppare maggiore attenzione verso chi ha già usufruito una volta, in tempi non troppo distanti, della portabilità. Un profilo di questo tipo è considerato pericoloso, nonché indice
di una scarsa fedeltà del cliente. Certo, non è una regola fissa. «Non c'è un atteggiamento di chiusura totale da paste delle banche», conclude Parisotto. Ma se la seconda richiesta di «trasloco» non è particolarmente migliorativa per il cliente, allora gli istituti di credito tendono a negarla.
Pragmae pronta a nuove sfide
di Max Malandra
Passata attraverso una dura fase di ristrutturazione, ora Pragmae si prepara a cogliere nuove occasioni, in un mercato che appare quanto mai frammentato e diviso. Nata nel 2004 come Gruppo Essere, l'advisory finanziario è ora controllato al 100% da Sopaf di cui è importante colonna; si tratta di una società di inermediazione finanziaria (ex art. 106 Tub) e ha preso l'attuale denominazione nel mese di Maggio. Guidata dal presidente Luca Magnoni e dall'ad Gaetano Maria Alaimo, è specializzata nella distribuzione di mutui ipotecari, di prestiti personali, di leasing e di prodotti assicurativi grazie ad una rete di agenti presente su tutto il territorio. Il prodotto principale riguarda l'intermediazione di mutui, che attualmente vale il 77% del fatturato, cui sono stati poi affiancati l'attività assicurativa (20% circa dei ricavi), prestiti personali e leasing.
Cresce l'appeal del tasso fisso
L'Eurirs ai minimi rilancia l'interesse verso il mutuo sulle lunghe scadenze
Il dubbio è sempre lo stesso: variabile o fisso? Apparentemente non c'è storia. Con i tassi Euribor praticamente raso terra, e le prospettive di un mantenimento della politica monetaria espansiva, il favore per la rata oscillante sembra più che giustificato. Basta guardare il grafico a destra: se è vero che dallo scorso marzo il parametro a breve termine cui sono indicizzati i mutui variabili ha dato qualche segnale di risveglio, nei giorni scorsi i timori di una nuova frenata globale hanno subito congelato la corsa al rialzo. E la terranno lontana, almeno secondo gran parte degli analisi, almeno fino al 2011.
L'atterraggio dell'Eurirs
L'elemento di novità, nel tumultuoso mercato dei mutui, arriva piuttosto dall'Eurirs. Le quotazioni del tasso di medio lungo termine - scelto dalle banche per definire le rate dei finanziamenti a tasso fisso - è ai minimi storici: martedì 31 agosto è atterrato al 2,70% (sulla scadenza a 20
anni) un livello mai visto prima.
Come uscire dalla rata troppo pesante
Al via il fondo di solidarietà: interessate oltre 5mila famiglie
Se la rata è insostenibile, i modi per uscirne ci sono. L'ultimo in ordine di tempo ha visto la luce propria la scorsa settimana. Il fondo di solidarietà per i mutui - previsto dalla Finanziaria 2008 - è infatti arrivato a destinazione. Di tempo ce ne è voluto (sono occorsi ben 32 mesi per scrivere il regolamento pubblicato in Gazzetta ufficiale), ma a partire da giovedì scorso le famiglie che sono in difficoltà economica possono pensare di interrompere il pagamento delle rate del mutuo. Il bacino dei potenziali beneficiari è in verità limitato: si tratta infatti di 5 mila nuclei familiari, visto che i fondi a disposizione ammontano a 20 milioni di euro.
Ma quali sono i requisiti per poter accedere al fondo? La sospensione del pagamento è concessa a chi sta restituendo
un prestito il cui valore non sia superiore a 250mila euro, che sia stato contratto per l'acquisto della prima casa e la cui
stipula sia avvenuta da almeno un anno. Altra condizione necessaria è che l'Isee (indicatore della situazione economica
equivalente) non sia superiore a 30 mila euro. Non solo: I'intervento dello Stato è concesso a chi abbia perso il lavoro, sia in
cassa integrazione, abbia perso un familiare oppure debba affrontare spese mediche o di ristrutturazione della casa la cui
urgenza è stata certificata. Fatte salve queste condizioni, il funzionamento del Fondo prevede che per un periodo massimo di
18 mesi lo Stato rimborsi le rate al posto del mutuatario incapiente.
Alla luce della limitatezza dell'ammontare complessivo, è consigliabile quindi muoversi da subito per garantirsi il
diritto al supporto finanziario, anche perchè l'erogazione seguirà il criterio temporale di presentazione delle domande.
Accanto al fondo di solidarietà, esistono in verità anche altri salvagenti per chi è difficoltà. Il più interessante è quello messo
a disposizione dall'Abi, che con la sua moratoria tra febbraio e giugno 2010 ha sospeso mutui per 3,2 miliardi a circa 24 mila
famiglie, pari a 6.800 euro per singolo nucleo. In questo caso, tuttavia, vale la pena ricordare che la sospensione è concessa a
tutti coloro che, avendo diritto, ne facciano richiesta e che lo stop alla rata comporta lo slittamento in avanti deli'intero piano
di ammortamento. Per capirsi: un mutuo ventennale sospeso per 12 mesi, ad esempio, si protrarrà fino al 2lesimo anno.
Senza dimenticare che durante la moratoria continuano a maturare gli interessi, quindi il rimborso del mutuo rischia di rivelarsi
più oneroso nel futuro.
Qui si torna a fare mutui
Crescita record delle nuove stipule per molti istituti italiani nella prima metà dell'anno. Grazie ai tassi d'interesse ai minimi e ai nuovi prodotti che provano a coniugare convenienza e sicurezza
di Teresa campo - 04/09/2010
Banche italiane più care nelle commissioni dei conti correnti, ma per fortuna un po' più disponibili nei finanziamenti alle famiglie. Con molti istituti che registrano crescite percentuali a due cifre dell'erogato negli ultimi 12 mesi.
Tra i primi cinque gruppi bancari italiani, per esempio, Montepaschi nel primo semestre 2010 segnala nuovi mutui stipulati
per 8,7 miliardi, in aumento del 73% rispetto all'analogo periodo dell'anno scorso.
Un trend che tra l'altro viene confermato anche nel credito specializzato, cioè industriale e al consumo, dove i nuovi finanziamenti sono cresciuti del 24,1% anno su anno, con un contributo del secondo trimestre di circa 3,3 miliardi di euro (+17,4% rispetto al primo trimestre). Non è stato da meno il Banco Popolare, per il quale i mutui erogati a privati sono
in aumento del 37% (2,2 miliardi l'ammontare dei nuovi mutui stipulati) e i prestiti personali sono cresciuti dell'll%. Tale risultato si va ad aggiungere al +38% dell'esercizio 2009, realizzando una crescita record che ha fatto appunto balzare il gruppo guidato da Pier Francesco Saviotti alle primissime posizioni nel mercato dei mutui, dove figurano nomi del calibro di Intesa
Sanpaolo e Unicredit, oltre che Mps e Ubi Banca. Più incerte e modeste le prestazioni nei mutui delle altre grandi banche italiane, ma sufficienti comunque a definire alcune tendenze generali del mercato, come mostrano i dati Assofin, che al termine del primo trimestre 2010 evidenziavano una crescita dei mutui per la casa vicina al 20%, e addirittura superiore considerando i mutui di surroga, cioè i contratti passati da un istituto all'altro.
L'ottimismo è confermato dall'Abi, che evidenzia che il segmento dei finanziamenti destinati alle famiglie "nei primi cinque mesi
del 2010 ha continuato a manifestareun'accelerazione superiore rispetto agli altri sistemi bancari europei, principalmente concentrata nei mutui per l'acquisto di abitazioni". Il tutto, aggiunge l'Abi, grazie "alla favorevole dinamica dei tassi di interesse, scesi al minimo storico del 2,53%, overo 111 punti base in meno rispetto a giugno 2009, unitamente alla maggiore propensione delle famiglie italiane verso il mattone, da sempre considerato il bene rifugio per antonomasia, e a un miglioramento
del clima di fiducia". Ma la ripresa dei mutui non si deve solo a tassi bassissimi, maggior fiducia e tradizionale passione degli italiani per il mattone. Dopo che in seguito al credit crunch le banche avevano di fatto chiuso i rubinetti dell'erogato,
raggiungendo i valori minimi proprio nei primi sei mesi del 2009, una crescita era pressoché scontata e infatti i rimbalzi più consistenti sono relativi al periodo compreso tra fine 2009 e inizio 2010. In seguito la crescita è proseguita, ma a ritmo più lento. Su questo trend generale si innestano le strategie delle singole banche, intese soprattutto in termini di nuovi prodotti più adatti alle rinnovate esigenze della clientela, intenzionata ad approfittare del bassissimo livello dei tassi (con
I'Euribor addirittura sotto l'l%), ma anche alla ricerca di sicurezza dopo la tragica esperienza dello shock sui tassi nell'autunno 2008. Su questa strada si è awiata tra le prime proprio Montepaschi proponendo nel febbraio 2009 Mps Protezione, un mutuo a tasso variabile con cap (ovvero tasso massimo prefissato che permette di proteggersi da eccessive fluttuazioni al rialzo e calcolare a priori i'incidenza massima della rata), molto apprezzato dal mercato grazie a un tetto massimo al 5,5%, inferiore di oltre il 20% rispetto alla media dei prodotti analoghi, e con uno spread contenuto.
Per tutelarsi contro altri rischi Mps propone anche la polizza Mutuo Sicuro Plus, disegnata da Axa Mps, che garantisce il nmborso
del mutuo in caso di infortuni, malattia e perdita del lavoro. Un prodotto col cap è stato lanciato anche da numerosi altri istituti.
Strategia analoga per il Banco Popolare, che punta a rafforzare il legame con le famiglie-clienti più che con le grandi imprese. Tale svolta ha toccato il credito al consumo, ma soprattutto il comparto mutui con nuovi prodotti che vanno incontro alle esigenze della clientela a condizioni competitive. Cavallo di battaglia sono i mutui Partenza Facile e Rata Protetta. Il primo prevede un tasso variabile iniziale (per 2 anni) in modo da sfruttare l'attuale livello dei tassi d'interesse, per poi passare
in automatico a un rateo fisso stabilito al momento della stipula, che risulta quindi, visto lo scenario attuale, molto conveniente. Mutuo Rata Protetta è invece la risposta del Banco Popolare al mutuo con cap, in genere più costoso perché necessita di copertura. Il mutuo mette comunque un tetto al tasso variabile, che non potrà mai superare il 55%: in caso ciò avvenisse, l'eventuale differenziale tra la rata calcolata al tasso variabile e quella calcolata al 5,5% sarà traslato a fine piano di ammortamento senza alcun interesse o spesa aggiuntiva per il cliente. Anche Unicredit ha scommesso su un prodotto alternativo al mutuo con cap, preparandosi tra l'altro in vista della fase in cui i tassi riprenderanno a salire e questo tipo di prodotti andrà probabilmente in soffitta. La nuova soluzione, lanciata dall'istituto di Piazza Cordusio la scorsa primavera, è il Mutuo Tagliando, che permette di monitorarc periodicamente i1 finanziamento e di conseguenza l'importo della rata nel tempo.
Il mutuatario può scegliere tra tasso fisso e tasso variabile e modificarlo nel corso della durata del mutuo. Il tutto senza costi aggiuntivi e con durate fino a 30 anni, prolungabili di 5 anni. Grazie a questo prodotto Unicredit è tornato a un ruolo attivo nel mercato dei mutui, dopo la politica estremamente low profile adottata nel 2009 in concomitanza con la fase
acuta della crisi.
Alaimo per Assocred
Gaetano Alaimo sale alla presidenza di
Assocred,
l'Associazione nazionale distributori prodotti
creditizi. Alaimo è l'amministratore delegato di
Pragmae. Il nuovo consiglio di amministrazione
è composto da Giancarlo Cupane, segretario
generale, Francesco Di Franco, presidente dei
comitati scientifici, Maurizio Castelli, tesoriere,
Bonaventura Moscariello, consigliere e Luca Giacoppo, consigliere
Alaimo a capo dei Mediatori creditizi
di Marco Muffato - 04/06/2010
C'è un nuovo presidente alla guida di
Assocred, l'associazione nazionale dei distributori creditizi. Si tratta di Gaetano Alaimo (nella foto), amministratore delegato di Pragmae, che è la nuova denominazione assunta dal gruppo Essere.
La sua nomina è avvenuta in occasione delle elezioni del rinnovato consiglio direttivo di Assocred che ha come obiettivo quello di rappresentare e far crescere le figure professionali dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria. Il nuovo board della confederazione, rappresentato da esponenti di società attive nel settore del credito al consumo, è così composto: il segretario generale è Giancarlo Cupane, il presidente dei comitati scentifici è Francesco Di Franco, il tesoriere Maurizio Castelli, e i consiglieri sono Bonaventura Moscariello e Luca Giacoppo.
Entro fine anno la nuova normativa. Alaimo (Pragmae): «Ai futuri professionisti richiesti requisiti specifici. Al via un organo di vigilanza»
di Gabriele Petrucciani - 22/05/2010
Il mondo dell’intermediazione finanziaria, o meglio quello di agenti e mediatori creditizi, si prepara a cambiare pelle. «Entro fine anno - commenta a B&F Carlo Nori, direttore generale di Pragmae Financial Advisory Group (ex gruppo Essere), la società di intermediazione che fa capo al gruppo Sopaf - dovrebbe entrare in vigore la nuova normativa in materia di intermediari finanziari». E gli operatori coinvolti dalle nuove disposizioni, tra agenti e mediatori, saranno almeno 150mila. Ma cosa cambia realmente? «Ci saranno variazioni significative tra le due figure - osserva Gaetano Maria Alaimo, amministratore delegato di Pragmae e neopresidente di Assocred - e in particolare per gli agenti verrà richiesto il possesso di requisiti adeguati alla professione, quali un titolo di studio non inferiore al diploma, la frequenza a corsi di formazione e una conoscenza, sebbene di prima linea, di materie giuridiche, finanziarie e tecniche».
Dott. Alaimo, dunque ci si avvicina sempre più al promotore.
In termini di requisiti richiesti per esercitare la professione sì. Tant’è che con l’introduzione della nuova normativa verrà istituito un organo di vigilanza anche per gli agenti. Le nuove disposizioni di legge, comunque, saranno valide solo per le future figure professionali e non per chi già opera ex articolo 106 del Testo unico bancario.
Cosa cambia, invece, per i mediatori creditizi?
Per i mediatori la variazione normativa sarà più pesante, in quanto per poter operare dovranno necessariamente far parte di una spa, ovvero di una società con capitale sociale minimo di 120mila euro. Anche per loro, inoltre, saranno richiesti determinati requisiti di onorabilità e professionalità. Un’altra importante novità introdotta dalle nuove norme, infine, riguarda la necessità per tutti coloro che operano nel settore dell’intermediazione finanziaria e della mediazione creditizia di essere in possesso di un prodotto assicurativo Rc professionale.
Che impatto avrà tutto questo a livello di sistema?
Non vedo grosse problematiche, fermo restando che a fare da padrone in questo campo sono e saranno sempre le banche.
E Pragmae come si sta preparando alla nuova normativa?
Stiamo valorizzando la nostra strategia in un contesto dove la professione di credit advisor si sta riqualificando. Inoltre, stiamo investendo nel monomandato, potenziando la gamma prodotti e il multi-brand, oltre ad ampliare la nostra multicanalità.
Più professionali i mediatori creditizi. Finalmente
Di Gaetano Maria Alaimo*
Conformità alla normativa di settore, razionalizzazione e trasparenza delle attività, controllo e gestione dei costi, diversificazione di prodotto e controllo costante sugli agenti in attività finanziarie e mediatori creditizi. Per gli intermediari finanziari i punti sopraccitati sono diventati altrettanti imperativi.
È cresciuta l'attenzione del legislatore specialmente ai mediatori creditizi, dopo la bolla immobiliare e la crisi che ha travolto il settore, sia sul versante della disciplina di un settore che è stato ed è ancora deregolamentato, con chiari ed evidenti ripercussioni sulle figure del mediatore creditizio e dell'agente in attività finanziarie, che su quello dell'offerta, notevolmente ampliatasi, di prodotti bancari trattati al di fuori dei tradizionali sportelli.
Per arrivare alla svolta il legislatore desidera fare chiarezza sul rapporto tra gli istituti di credito e gli intermediari e tra questi ultimi e i clienti (siano essi privati o società). Sicuramente ci sarà bisogno di una disciplina molto più rigorosa per le società di mediazione, che dovranno sottostare a un regime di vigilanza più rigido e simile a quello applicato agli intermediari iscritti all'elenco di cui all'art. 106 del Testo unico bancario, in grado di assicurare un maggiore livello qualitativo e consulenziale.
Entro pochi mesi la legge delega sarà varata con notevoli variazioni sul sistema della mediazione creditizia e dell'intermediazione finanziaria. Tra le novità determinanti, non sarà più possibile iscriversi all'elenco dei mediatori in qualità di persona fisica, ma sarà indispensabile costituire una società, con un livello di capitale minimo (presumibilmente intorno ai 120 mila euro) che dovrà essere versato come conditio sine qua non per ottenere l'iscrizione. Saranno richiesti requisiti essenziali di onorabilità e professionalità (sono previsti, per gli agenti in attività finanziarie, formazione ad hoc su materie economiche, superamento di prove valutative indette da un organismo preposto e sottoscrizione di una polizza assicurativa per la responsabilità civile a tutela dei clienti finali), mentre per gli amministratori saranno necessarie competenze specifiche ed esperienze almeno triennali all'interno di strutture organizzate del settore o della pubblica amministrazione.
In aggiunta, si propone di regolamentare l'accesso a tali professioni previo superamento di un esame e di verifica della permanenza dei requisiti, tramite formazione continuativa e monitoraggio da parte di un organismo di vigilanza, che dovrebbe essere di nomina ministeriale e con precipue funzioni ispettive nonché di tenuta degli Albi.
Finalmente, quindi, si provvede a innalzare il livello di professionalità del settore e garantire trasparenza e affidabilità all'offerta di prodotti finanziari, tramite un sistema di controlli interni ed esterni sull'attività dei singoli e delle società operanti, attribuendo agli stessi piena dignità di operatori del settore finanziario.
Banca D'Italia vigilerà direttamente avendo come principale obiettivo il rispetto della normativa da parte degli intermediari finanziari. Per contro, le Banche non potranno svolgere attività di mediazione creditizia tramite i singoli mediatori, e non potranno detenere partecipazioni in società operanti nel settore. (riproduzione riservata)
*amministratore delegato gruppo Essere e presidente Assocred
In mano a Nori la rete degli agenti Essere
Essere, la rete di agenti del gruppo Sopaf specializzata nella distribuzione di
mutui ipotecari, prestiti personali,leasing e prodotti assicurativi, ha un
nuovo direttore generale. La scelta è caduta su Carlo Nori,
manager romano, che ha iniziato come mediatore creditizio in Safim 89 per
passare poi in Deutsche Bank mutui e Abbey National come responsabile dello
sviluppo commerciale. Nel 2004 Nori è approdato in Banca per la casa (gruppo
Unicredit) ricoprendo il ruolo di responsabile dei canali distributivi con la
gestione diretta della rete, degli accordi nazionali e di internet.
Da ultimo, è stato fino a febbraio responsabile degli accordi nazionali e del canale banking
di Unicredit family financing bank.
Parte la moratoria sui mutui
Rate sospese non prima di aprile
di Maximilian Cellino
Da oggi, primo febbraio, le famiglie in difficoltà con il mutuo a causa della perdita del lavoro o di altri eventi negativi
avvenuti da inizio 2009 possono presentarsi presso la propria banca e chiedere la sospensione delle rate per un
massimo di 12 mesi. Scatta infatti ufficialmente il "piano famiglie", l'accordo siglato lo scorso dicembre
dall'Associazione bancaria italiana (Abi) e dalle associazioni del consumatori per aiutare quanti, nel corso del 2009
e del 2010, hanno subito (o subiranno) la perdita del lavoro, la cassa integrazione, la morte o l'insorgenza di
condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore.
Istruzioni per l'uso. La moratoria si applica ai finanziamenti per l'abitazione principale di importo fino a 150mila
euro e alle famiglie con reddito non superiore a 40mila euro e si estende anche ai mutui in fase di
preammortamento, a quelli cartolarizzati e a coloro che sono rimasti indietro con i pagamenti delle rate fino a 180
giorni. Alcune tra le banche che hanno aderito all'iniziativa (finora circa cento) hanno tuttavia applicato condizioni
migliorative. Bnl-Bnp Paribas, Monte Paschi e Popolare di Vicenza, per esempio, hanno deciso di non applicare
alcun tetto al reddito né al valore del mutuo erogato, mentre Banca Sella, oltre ad avere aumentato i limiti, estende
la sospensione a tutte le tipologie di mutuo, indipendentemente dall'immobile ipotecato.
Chi è interessato alla sospensione (circa 90mila famiglie, secondo stime Abi) dovrà sottoscrivere un modulo
disponibile presso le filiali delle banche aderenti e presentare contestualmente la documentazione in grado di
attestare l'evento sfavorevole (lettera di licenziamento, dichiarazione dei redditi, eccetera). Starà alla banca, poi,
attivare le procedure di controllo e, una volta verificati i requisiti, procedere entro 45 giorni lavorativi al blocco vero e
proprio delle rate.
Gli effetti sul mutuo. Lo stop alla rata comporta lo slittamento in avanti dell'intero piano di ammortamento: un
mutuo ventennale sospeso per 12 mesi, per esempio, si protrarrà fino al 21esimo anno. Durante la moratoria
continueranno però a maturare gli interessi previsti dal contratto, una circostanza che rende complessivamente più
oneroso il rimborso del mutuo per chi aderisce al piano famiglia.
La reale convenienza dell'operazione dovrà quindi essere valutata con cura, così come si dovrà fare attenzione alle
diverse modalità attuate dalle banche: alcune (Mps, Ubi, Bpm) procedono alla sospensione dell'intera rata, altre
(Bnl) garantiscono il solo blocco della quota capitale, altre ancora (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banca Sella,
Popolare di Vicenza) valuteranno le due ipotesi insieme al cliente.
Nel primo caso il mutuatario non verserà alcun centesimo nei 12 mesi di blocco dalla rata, ma dovrà restituire gli
interessi maturati in questo periodo nel momento in cui riprenderanno i normali pagamenti previsti dal contratto. Nel
caso di sospensione parziale, le famiglie continueranno invece a versare gli interessi anche durante la moratoria
(che non sarà quindi totale), ma non subiranno alcun aggravio nei mesi successivi.
Se si tiene conto dei tempi tecnici necessari alle banche per verificare l'esistenza dei requisiti dei clienti e del fatto
che le rate vengono contabilizzate nel mese precedente all'addebito, la sospensione sarà difficilmente effettiva
prima dell'arrivo dei versamenti di aprile-maggio. Sarà invece possibile aderire al piano famiglie fino al 31 gennaio
L'italia prova ad assicurarsi il futuro: polizze, fondi, riscatti.
Nel 2009 sono cresciuti gli investimenti in polizze vita, riscatti della laurea e previdenza integrativa.
Nel 2009 tornano di moda polizze vita, fondi pensione e riscatti della laurea. La crisi sgretola il castello di certezze e i risparmiatori cercano un rifugio sicuro per sè e per i propri figli. Un atteggiamento da formiche confermato anche dall'ultimo rapporto Bnl-Einaudi: in un anno la quota delle famiglie in grado di mettere da parte un gruzzolo è passata dal 31 al 47 per cento. «È l'effetto della paura spiega Luigi Campiglio, docente di politica economica e prorettore all'università Cattolica di Milano - : la crisi ha portato i nodi al pettine e ha costretto gli italiani a pensare in modo oculato ai propri risparmi. Le famiglie, scottate, cercano di guardare al futuro anche nell'interesse dei figli con una maggiore progettualità ». Gli fa eco Maria Luisa Bianco, docente di sociologia all'università del Piemonte orientale: «Accanto ai tanti che perdono il lavoro, sono in cassa integrazione o hanno attività autonome in gravi difficoltà, ci sono anche molte persone con redditi "buoni", che sono in grado di risparmiare, riscattare la laurea o accedere ai fondi pensione integrativi ». La scelta di queste formule, chiarisce però Bianco, «non segnala un miglioramento dei redditi ma sentimenti di insicurezza dei ceti medio-alti, indotti a ridurre i consumi e a premunirsi per il futuro».
Le polizze vita Secondo l'Ania, l'associazione nazionale delle imprese di assicurazione, lo scorso anno si è chiuso con un aumento della raccolta premi del ramo vita stimato al 45%, raggiungendo la quota record di 79 miliardi. A fare la parte del leone sono stati i prodotti assicurativi tradizionali con garanzia, più che raddoppiati rispetto al 2008. «La crisi finanziaria- sottolinea Roberto Manzato, direttore vita e danni non auto dell'Ania - ha spinto a cercare soluzioni per ottimizzare il rapporto tra il rischio e il rendimento nelle scelte di allocazione del risparmio. Questo spiega perchè le gestioni assicurative tradizionali con le loro caratteristiche di bassa volatilità dei risultati e rendimento minimo garantito hanno incontrato le richieste della domanda».
Restringendo l'obiettivo ai primi nove mesi del 2009 i dati diffusi dall'Isvap, Istituto di vigilanza sul settore assicurativo, assegnano allo sportello bancario la leadership: dagli istituti passa ormai circa il 65% delle nuove polizze per una raccolta di oltre 33 miliardi, il 53% in più rispetto ai primi nove mesi del 2008. «La ricerca di investimenti sicuri - dice Giovanni Cucinotta, responsabile del servizio studi dell'Isvap - da parte dei risparmiatori è stata accolta dalle banche che, una volta superata la crisi di liquidità, hanno allargato la propria offerta con nuovi prodotti del ramo vita tradizionale».
Un fenomeno recente e in espansione è anche quello delle polizze vita abbinate ai mutui, come conferma il direttore marketing di MutuiOnline Roberto Anedda: «In molti casi l'assicurazione è presentata come un'opzione possibile, ma è anche vero che durante l'istruttoria può facilitare l'ottenimento del finanziamento, fornendo maggiori garanzie alla banca». I costi di queste polizze variano da banca a banca e dipendono da alcuni fattori come l'importo del mutuo, l'età e l'aspettativa di vita.
Così, ad esempio, come mostra una simulazione di MutuiOnline su un prestito di 100mila euro a 30 anni, un uomo di 45 anni arriva a pagare un premio unico di circa 9mila euro contro i 4.800 di una donna della stessa età. Alcuni istituti come Banca Carige, Popolare di Bari e Barclays - offrono sconti sullo spread ai clienti che sottoscrivono la polizza, vita o multirischi.
I riscatti della laurea. Un altro mattoncino che i risparmiatori accumulano per ipotecare il futuro è quello dei riscatti della laurea: ben 27mila domande presentate all'Inps lo scorso anno. Un rialzo del 6% rispetto al 2008, ma una performance all'insegna del raddoppio se si allarga l'orizzonte fino al 2004. A livello regionale a mettere a frutto gli anni passati nelle aule dell'università sono soprattutto Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte.
La previdenza integrativa. Nei primi nove mesi del 2009 sono circa cinque milioni i risparmiatori che hanno deciso di puntare sulla previdenza integrativa, destinando risorse per oltre 67 miliardi. Ormai un dipendente del settore privato su quattro ha scelto un fondo pensione. «Gli italiani - commenta Gian Maria Fara, presidente dell'Eurispes- sono sempre più consapevoli del fatto che non posso più aspettarsi molto dal settore pubblico. Non è venuta meno la fiducia verso il futuro, piuttosto è difficile decifrarlo e di conseguenza si cerca di organizzarlo da sè con una gestione più oculata delle risorse».
Una casa per i figli fuori sede. Non mancano poi i genitori che decidono di acquistare un appartamento per i figli che studiano lontani da casa. «È una scelta che accomuna molte famiglie, soprattutto del Mezzogiorno - evidenzia Fabiana Megliola, responsabile ufficio studi Tecnocasa- spesso con più di un figlio: invece di pagare due o più affitti, si preferisce comprare e farli vivere insieme».
Secondo Gfk Eurisko Finance almeno una famiglia su tre destina risorse per aiutare economicamente i propri familiari. «Alla base - conclude fuori dal coro Fabrizio Fornezza, consigliere delegato di Gfk Eurisko - manca un progetto articolato: le scelte di risparmio per garantire un futuro per sè e per i propri figli sono dettate piuttosto dal desiderio di cogliere un'opportunità. Bisogna invece migliorare la capacità delle famiglie di programmare e gestire i proprio soldi con un servizio a 360 gradi sulle scelte di risparmio».
Pagina a cura diFrancesca Barbieri e Chiara Bussi
Anno 2009
Con l’acquisizione del controllo e della direzione
da parte diSOPAF il Gruppo Essere nel maggio del 2008
ha cambiato azionista, top management
e ha provveduto alla nomina di un direttore generale,
attuale amministratore delegato, Gaetano Maria Alaimo,
che ha sottolineato che il Gruppo Essere non è confluito in
Credit Shop ma che ha solo un rapporto di semplice collaborazione
con quest’ultima, la quale usufruisce attraverso il gruppo
Essere, della convenzione con il Banco Popolare per il segmento
mutui.
Il 2008 ha rappresentato un anno di cambiamento per il
Gruppo Essere. Ci può spiegare che cosa è accaduto?
Nel maggio del 2008 la vecchia struttura è cambiata. Sopaf che
era azionista della società ha assunto il controllo e ha nominato
un direttore generale, ossia il sottoscritto, e si è provveduto
a ripatrimonializzare la società, ripianando le perdite, pianificando
e razionalizzando tutte le attività interne ed esterne,
con un nuovo piano di ristrutturazione.
In agosto, infatti, è stato deliberato l’aumento di capitale
sociale fino a 2 milioni che è stato interamente sottoscritto
e versato.
Dopo l’acquisizione da parte di Sopaf si può affermare che l’attività
si è diversificata. Prima era molto legata al segmento
mutui-casa. Per la verità questa resta ancora la nostra attività
core, ma abbiamo aggiunto tutta una serie di nuove partnership
in altri segmenti, come quello assicurativo, dei prestiti
personali e dei leasing. Ma la trasformazione ha riguardato
non solo l’attività, ma anche i canali. Operiamo attraverso canali
diretti ma anche attraverso quelli indiretti avendo stipulato
dei nuovi accordi con reti di promotori finanziari, in particolare
con Banca Network, nuovi gruppi di franchising immobiliare,
agenzie immobiliari e costruttori.
Tutte queste collaborazioni rientrano in quelli che definiamo
grandi accordi e alleanze decentrate.
Suppongo che la trasformazione abbia riguardato anche
la rete diretta. E’ corretto?
Certamente, abbiamo rivisto tutta la rete. Oggi noi operiamo
soltanto con agenti in attività finanziaria.
Stiamo procedendo ad una campagna di recruiting
nel mondo della promozione finanziaria
e delle reti assicurative.
Riteniamo che oggi la nostra rete possieda indubbiamente
un ottimo background e skills adeguati per essere considerati
dei consulenti finanziari.
Anche la nostra clientela oggi è fortemente selezionata, anche
in base ai parametri che sono consigliati dai nostri partners
bancari. La rete si è adeguata al nostro
nuovo business model ed oggi contiamo su 160 agenti, 8
160 agenti, 8 grandi accordi direzionali e 35 dipendenti.
E oggi com’è la situazione finanziaria del Gruppo Essere?
Siamo una società che ha raggiunto il break-even già da novembre,
con una credibilità e reputazione riconosciuta dalle
banche. L’azionista crede nella struttura e anche i dati di mercato
ci confermano che abbiamo intrapreso la strada corretta.
L’anno 2009, infatti, si concluderà con 450 milioni di contratti
mutui caricati, 130 milioni di erogato per il segmento mutui,
5 milioni di prestiti personali e 1,5 milioni per il prodotto
leasing con capitali assicurati per la tutela del credito pari a
30 milioni. Inoltre a livello di quote di mercato,
se facciamo riferimento ai dati pubblicati da Databank
(Cerved Group), abbiamo l’1,4% del mercato dei distributori, e
siamo secondi per tipologia di azienda.
Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
Ritengo che il mercato retail abbia un’ulteriore evoluzione nei
prossimi mesi e quindi sono ottimista per l’attività dell’azienda.
Il Gruppo Essere in un’ottica evolutiva oltre ad aver razionalizzato
la struttura in anticipo rispetto alla crisi, oggi sta effettuando
un potenziamento della rete qualificando sempre di più
i propri agenti con corsi periodici di formazione ed ampliamento
delle competenze, investendo su nuovi sistemi informatici
che supporteranno a 360° il lavoro dell’agente, aumentando
la percentuale dei prodotti accessori e per ultimo, ma non
per questo meno importante, consolidare il rapporto con i
partners bancari di riferimento con cui procedere in un percorso
di crescita.
Mutui: la moratoria Abi scatta da febbraio
di Maximillian Cellino
«Sono un lavoratore in cassa integrazione, ho letto della possibilità di sospendere le rate del mutuo, cosa devo fare per ottenerla?» Domande come questa arrivano con una certa frequenza a Mutui24 da quando, il 21 ottobre scorso, l'Associazione bancaria italiana (Abi) ha annunciato il «Piano Famiglie». I dettagli dell'iniziativa, che prevede lo stop fino a 12 mesi del pagamento delle rate per i mutuatari che abbiano subìto negli ultimi tempi un evento sfavorevole (perdita del lavoro, cassaintegrazione, morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di reddito), saranno definiti nelle prossime settimane, ma qualche indicazione su come la misura funzionerà la si può già ipotizzare.
Entro fine novembre dovrebbero essere disponibili i moduli di adesione per le banche (che potranno presentare anche proposte migliorative rispetto all'accordo base) e quelli di richiesta per i clienti, che dovranno allegare la documentazione necessaria a testimoniare l'esistenza dei requisiti. La domanda di sospensione potrà essere presentata allo sportello a partire dal 1° gennaio (e per tutto il 2010). Sarà poi compito della stessa banca verificare, in tempi rapidi si spera, se il richiedente abbia diritto o meno alla sospensione che, nella migliore delle ipotesi, potrà avere effetto a partire dal mese di febbraio dal momento che le rate di gennaio sono già state contabilizzate.
Tempi di realizzazione a parte, restano da chiarire ancora diversi aspetti tecnici, primo fra tutti il modo in cui verranno recuperate le rate non pagate. È del tutto plausibile che si scelga di agire sulla falsariga di quanto stabilito nella moratoria per le imprese (le cui istruzioni applicative sono state rese note proprio questa settimana). La moratoria per le famiglie dovrebbe quindi comportare la traslazione delle quote capitale del piano di ammortamento per un periodo analogo: nel caso lo stop ai pagamenti si protragga per 12 mesi, tanto per fare un esempio, un mutuo ventennale si allungherebbe di un ulteriore anno e le quote capitale che compongono le singole rate slitterebbero di conseguenza.
Per gli interessi sul debito residuo, che continuano a maturare anche nel periodo di sospensione, si aprono invece strade differenti (si veda anche la tabella a fianco): la moratoria per le imprese prevede la corresponsione degli interessi alle scadenze originarie. Se questo schema fosse riproposto anche per le famiglie, ciascun cliente dovrebbe pagare rate composte da soli interessi (e quindi di importo inferiore) anche durante la sospensione, come se al mutuo venisse applicato un periodo di preammortamento pari alla durata dello stop. L'Abi – secondo quanto riferito nei giorni scorsi anche dallo stesso responsabile settore crediti retail dell'associazione, Alessandro Messina - starebbe tuttavia lavorando sull'ipotesi di spalmare gli importi sui successivi 5 o 10 anni e non è da escludere che le due formule possano coesistere, auspicabilmente a scelta del cliente e non della singola banca.
Il «Piano famiglie», che non comporterà alcun costo né garanzie aggiuntive per i richiedenti, dovrebbe poi estendersi anche a chi in passato ha saltato alcuni pagamenti (a patto che non sia intervenuta la decadenza del beneficio del termine o la risoluzione del contratto di mutuo stesso) e, in analogia con quanto previsto nella moratoria per le Pmi, anche per i mutui cartolarizzati. Per questi ultimi, visto l'intervento di un terzo soggetto (il veicolo finanziario al quale il prestito è stato ceduto dalla banca), è possibile che la complessità delle procedure da adottare finisca per comportare un allungamento dei tempi di concessione della sospensione.
Se le banche chiudono i rubinetti
di Cheo Condina
La rivincita dei piccoli. Oppure, per leggere il rovescio della medaglia, la parziale ritirata delle grandi banche dal campo di battaglia dei mutui alle famiglie. L'inchiesta condotta da Plus 24 sull'erogazione di prestiti per l'acquisto della casa nel primo semestre rivela un mercato in grande evoluzione in cui, complici il calo record dei tassi e il boom di mutui sostituzione (il 29,5% del totale secondo Mutuionline), non mancano sorprese clamorose. Due in particolare: da gennaio a giugno il gruppo UniCredit ha concesso mutui per 1,8 miliardi di euro (-70% rispetto allo stesso periodo del 2008) poco più di Ubi Banca o della britannica Barclays; Cariparma (+143%) ha raggiunto e superato per stock complessivo erogato un gigante come Ing Direct.
Certo, i valori in campo non cambiano di molto. Intesa Sanpaolo e Unicredit, con mutui in essere allo scorso 30 giugno per rispettivi 73 e 66 miliardi, hanno di fatto ancora in mano un mercato che vede il terzo player, Mps, a 37 miliardi. E tuttavia proprio la presenza di impieghi così consistenti (che richiedono la necessità di accantonamenti nel rispetto di Basilea 2) insieme con gli effetti della crisi mondiale, che ha eroso i patrimoni bancari, può avere spinto alcuni big ad alzare il piede dall'acceleratore sui mutui. Chi più chi meno: basta scorrere gli spread richiesti dagli istituti per scoprire differenze consistenti, che inevitabilmente si riflettono sulle scelte dei clienti. Intesa, pur segnando un calo del 20% rispetto al 2008, nel primo semestre ha venduto mutui per circa 8 miliardi, comunque il 32% dei 25 miliardi erogati a livello di sistema nel periodo. Mps è calata del 12% a 3 miliardi e Ubi Banca, che al 30 giugno toccava uno stock di 17 miliardi, del 17 per cento.
A fare più sensazione è tuttavia il meno 70% del gruppo Unicredit, che pure si è distinta in diverse iniziative di sostegno ai clienti in difficoltà, anche sui mutui, tra cui la sospensione gratuita della rata (fino a 12 mesi) a un potenziale bacino di 260mila famiglie. Piazza Cordusio, nel primo semestre, ha erogato mutui per 1,8 miliardi contro i 6,1 del 2008. Il motivo? «La contrazione della domanda di mutui e una maggiore attenzione al merito creditizio dei clienti», si legge nella semestrale.
In realta, stando alla centrale rischi Eurisc-Crif, nel primo semestre le richieste di mutui sono cresciute del 4% rispetto al 2008. «Noi ci basiamo sul numero di istruttorie delle banche – spiegano da Crif – Il numero di compravendite è diminuito (-18% nel primo trimestre, riferisce l'Agenzia del territorio, ndr) ma i mutui sostituzione, la discesa dei tassi e l'investimento nella casa come bene rifugio hanno sostenuto le richieste di finanziamento». Ed è proprio sfruttando questi fattori che i «piccoli» hanno conquistato quote di mercato. A partire dal gruppo Cariparma, che sfiora i 7 miliardi di stock mutui al 30 giugno grazie a un primo semestre in cui ha più che raddoppiato le erogazioni. «Siamo una banca liquida e solida e abbiamo centrato questi risultati coniugando una politica di pricing con una grande attenzione alla qualità del credito - sottolinea Roberto Ghisellini, direttore del settore retail di Cariparma - al 31 luglio avevamo già centrato il target annuale». Balzano anche il Banco Popolare (+32%), il Credem (+11%) e Barclays (+39%): «I principali istituti italiani hanno sensibilmente contratto l'offerta – sottolinea Pietro D'Anzi, general manager retail della banca britannica in Italia – noi siamo rimasti vicini alle famiglie». Mentre Bnl, che vanta un stock di mutui di 17 miliardi, non ha ancora disponibili i dati sul secondo semestre ma garantisce che nel mercato ci sono «finalmente spazi di crescita per chi fa offerte competitive». E Ing Direct? Il Mutuo Arancio, prodotto di grande successo nel recente passato, ha visto le erogazioni scendere sotto il miliardo di euro.
All'appello mancano Che Banca! (ma i dati saranno svelati nei prossimi giorni dalla controllante Mediobanca), Carige e Bpm che, diversamente dagli altri istituti, non hanno a disposizione i dati separati sui prestiti ai privati e alle imprese.
I rimborsi sui mutui? Rimandati a settembre
di Maximilian Cellino
Saranno anche pochi spiccioli, ma le famiglie italiane dovranno sudarseli. Tranne sporadici casi, il contributo previsto dal Decreto anticrisi a vantaggio di chi ha un mutuo a tasso variabile (il cosiddetto «tetto al 4%») non è infatti stato ancora erogato dalle banche italiane. Una lunga serie di ostacoli – dall'interpretazione delle norme varate dal ministero delle Finanze al tortuoso iter della trasmissione degli elenchi dei beneficiari da parte dell'Agenzia delle Entrate – ha finito per ritardare l'applicazione di un provvedimento lanciato non senza enfasi ormai 9 mesi fa.
Nel frattempo è successo di tutto, anche sui mercati interbancari: l'Euribor che funziona da parametro di riferimento per il calcolo delle rate variabili, per esempio, è crollato da oltre il 5% a meno dell'1% (0,49% la scadenza a un mese giovedì scorso e 0,83% il tasso a 3 mesi) e in questo modo ha fortemente limitato la portata dell'intervento. Ciò non toglie però che per alcuni (magari chi ha una rata semestrale e legata ancora ai tassi 2008) quel contributo tanto atteso possa essere significativo, tenendo conto anche dell'attuale fase di crisi economica.
Stando alle informazioni che Plus24 è riuscito a reperire in questo periodo (in cui molti responsabili del settore mutui sono ancora irreperibili perché in ferie), settembre potrebbe essere il mese buono. Molti fra i principali gruppi nazionali (vedi tabella fianco) prevedono di iniziare ad accreditare il contributo a favore di tutti i mutui a tasso «non fisso» contratti per l'abitazione principale prima del 31 ottobre 2008 a partire proprio dalle rate scadenti in questo mese.
E i tempi potrebbero essere davvero maturi, anche perché in diversi casi (Bnl, Montepaschi, Ugf) sono state già inviate a casa dei mutuatari lettere informative che invitano a recarsi in banca e presentare l'autocertificazione. A questo proposito, è forse utile ricordare che il modulo predisposto dall'Abi non sarebbe in teoria necessario per chi è già incluso nelle liste dell'Agenzia delle Entrate e in ogni caso non deve essere vincolante per il versamento del contributo.
Tutto in via di risoluzione, dunque? Non proprio, a parte il problema dei prodotti a tasso misto (di cui si parla in modo più approfondito nell'articolo sotto), alcuni clienti che hanno scritto a Mutui 24 segnalano tuttora questioni che sembravano risolte da tempo: c'è chi sostiene di aver ricevuto l'accredito del contributo con valuta corrente e non (come corretto) retrodatata al giorno della rata a cui si riferisce e chi si è sentito ripetere (è il caso del call center di Barclays) che al valore del 4% va aggiunto lo spread (cioè il ricarico) praticato dalla banca.
Più in generale, chi ha già ricevuto il contributo lamenta la mancanza di indicazioni in merito ai calcoli effettuati per stabilire il conguaglio. Sotto questo aspetto, la gran parte delle banche prevede di inviare una nota riepilogativa, se non dopo ogni accredito, almeno a fine anno o in previsione delle detrazioni da conteggiare sulla dichiarazione dei redditi 2009. Altri, come UniCredit, affideranno le eventuali spiegazioni all'impiegato dello sportello o al call center.
In teoria il termine per presentare l'autocertificazione scade il 31 gennaio 2010, c'è da sperare che almeno per quella data la questione «tetto al 4%» si sia conclusa. E in fin dei conti anche da rallegrarsi che il crollo dell'Euribor abbia già alleviato le pene di chi è rimasto aggrappato al tasso variabile.